Storia di Walter Castignola

Nato il 27 agosto 1970, segue le orme dei fratelli maggiori Carlino e Franchino e all'età di 7 anni intraprende l'attività ciclista venendo tesserato dall'Enrica Castenedolo. Con il club diretto da Osvaldo Mosconi è rimasto fino agli allievi. Il suo primo successo risale al 14 settembre 1985: con la maglia del club di Castenedolo vince sul traguardo di Casalmoro, in provincia di Mantova. Segue una lunga sequela di affermazioni e posti d'onore. In campo bresciano se la batte spesso con Michele Freri, anch'egli veloce e temibile allo sprint. Dopo essere cresciuto alla scuola dell'Enrica approdò anche lui alla Libertas 1911 di Domenico Profeta. Brevilineo, tatticamente inimitabile, riuscì spesso a fare la differenza con rasoiate nelle ultime decine di metri, dopo avere lasciato l'iniziativa agli avversari. Vincente in tutte le categorie, il maggior bottino lo raccolse però da dilettante, dove con la maglia della Domus 87 Pedrengo (Bergamo) prima e della Podenzano Addax (Piacenza) poi, raccolse davvero un'infinità di podi. Nel Bresciano mise in fila tutti a Leno e Castelletto, a conclusione di due sprint da urlo. Il 16 marzo 1990 ottenne a Deelen in Olanda la vittoria nel campionato iridato militari, dove riuscì a dare scacco matto agli avversari con una volata super. Qualcuno criticò la sua partecipazione al mondiale con le stellette perché quel giorno si svolgeva anche il campionato italiano vinto da Roberto Menegotto. Furono critiche ingiuste per due motivi: in primis perché stava prestando servizio militare e quindi era quasi obbligato a partecipare, e poi perché in gara c'erano numerosi big e l'evento era davvero di spessore. Una corsa internazionale vera, insomma, con tanti aspiranti al titolo. In sella con lui quel giorno anche il navese Nicola Loda, protagonista di una fuga insieme ad altri corridori che però non arrivò fino in fondo. Lasciata la categoria dilettanti passò professionista nel 1993 con la Navigare Blue Storm di Bruno Reberberi. Colse subito la vittoria nella settima tappa del Giro di Polonia: la Wadowice-Czestochova, al termine di una volata da sogno. L'anno dopo si ripetè sempre in terra polacca nella frazione Polonica-Zdroy Rybick e in una tappa del Giro di Portogallo. Nel 1995 primeggiò nel circuito di Mezzana Bigli, in provincia di Pavia. A giugno del 1996, dopo aver avuto problemi al ginocchio che non gli avevano consentito di esordire con la Scrigno, decise di lasciare il professionismo e ritornare dilettante con la Podenzano-Italfine-Addax. L'anno successivo sempre dilettante, anche se la categoria è classificata ormai come elite senza contratto, si accasa con la Resine Ragnoli, sotto la guida di Pierino Gavazzi e Attilio «Cicci» Petruzzi, con la cui casacca vinse una tappa alla Settimana Lombarda by Bergamasca di Cambiago, a pochi metri dall'azienda di Ernesto Colnago, ultimo squillo vincente di una bella e soddisfacente carriera. Quell'anno fu secondo anche al Circuito del Porto a Cavatigozzi, alle porte di Cremona, uno degli eventi più prestigiosi del calendario internazionale.
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