19 marzo 2011 - Milano-Sanremo
102a Edizione: 19 marzo 2011
Per la centoduesima edizione della Classicissima, al Castello Sforzesco di Milano, furono 198 a partire. La giornata che prometteva maltempo, s'aprì col triste saluto e l'omaggio di Takashi Miyazawa al suo Giappone, falcidiato dal terremoto. E fu proprio il nipponico della Farnese Vini-Neri, a promuovere il primo attaccò della giornata dopo 12 chilometri. Con lui fuggirono De Marchi, Ignatiev e Sijmens. A Voghera, dopo 60 km, il loro vantaggio era già di 12'30". Sulla vetta del Turchino, conservavano ancora 7'08" che scesero a 3' al 200esimo chilometro di corsa. Poco prima della svolta per accedere alla successiva salita delle Manie, ormai diventata nuovo perno della corsa, in gruppo si registrò una caduta che coinvolse anche il Campione del Mondo Thor Hushovd, il quale, pur non ammaccandosi in maniera preoccupante, di fatto, anche se inseguì a lungo, concluse lì ogni sua possibilità di successo. In cima alle Manie, in fuga i soli De Marchi e Ignatyev, con un vantaggio di 1'20" sugli inseguitori che avevano assorbito Sijmens e Miyazawa. Iniziò a piovere, portando all'ennesima, la preoccupazione per le cadute. Ed infatti, in discesa, cadde Oscar Freire, uno dei favoriti e vincitore uscente, ed il gruppo si spezzò in due tronconi, col primo composto da una cinquantina di unità. Ad Aurelia iniziata da poco, finì la fuga di De Marchi e Ignatiev. Nel lungo tratto tra Albenga e la Cipressa, il secondo gruppo cercò di reagire e ritornare sotto, ma il suo svantaggio non riuscì a scendere sotto il minuto, ovvero il distacco che si registrò ai piedi della Cipressa. Qui scattò Agnoli ripreso da Ballan e la battaglia, creò sfaldamento nel gruppo di testa, mentre dal plotone inseguitore, con una stupenda azione solitaria Michele Scarponi se ne uscì per ritornare su quelli davanti. La compattezza appena ritrovata nel folto drappello davanti, fu subito rotta da un attacco del francese Offredo, sul quale si riportarono Van Avermaet, O'Grady e Chainel. A circa cinque chilometri dall'imbocco del Poggio, rientrò sul gruppo di testa Scarponi, mentre i 4 battistrada vantavano una trentina di secondi d'anticipo. Sulle rampe iniziali dell'erta finale, il primo a cedere tra i fuggitivi fu Chainel. Duecento metri dopo scattò Van Avermaet che fece il vuoto mentre Offredo e O'Grady, furono raggiunti da Nibali col gruppo assottigliato a pochi metri. In cima al Poggio, il belga portiere mancato, passò con 9" sui tre inseguitori, su cui stavano accodandosi altri, capeggiati da Gilbert e Cancellara. In discesa, fra gli inseguitori, cadde Marco Marcato, ma sotto l'azione dello svizzero e di O'Grady, a poco dall'inizio della pianura, Van Avermaet fu raggiunto da nove corridori, fra i quali un solo velocista conclamato come tale, l'australiano Matthew Goss. E fu proprio il "canguro" ultimo uomo del treno di Canvendish, a vincere senza eccessivi problemi, dopo che il drappello aveva spento un timido scatto di Offredo, ed un ultimo disperato tentativo di Nibali, ad ultimo chilometro iniziato. Piazza d'onore per Cancellara su Gilbert.
Per la centoduesima edizione della Classicissima, al Castello Sforzesco di Milano, furono 198 a partire. La giornata che prometteva maltempo, s'aprì col triste saluto e l'omaggio di Takashi Miyazawa al suo Giappone, falcidiato dal terremoto. E fu proprio il nipponico della Farnese Vini-Neri, a promuovere il primo attaccò della giornata dopo 12 chilometri. Con lui fuggirono De Marchi, Ignatiev e Sijmens. A Voghera, dopo 60 km, il loro vantaggio era già di 12'30". Sulla vetta del Turchino, conservavano ancora 7'08" che scesero a 3' al 200esimo chilometro di corsa. Poco prima della svolta per accedere alla successiva salita delle Manie, ormai diventata nuovo perno della corsa, in gruppo si registrò una caduta che coinvolse anche il Campione del Mondo Thor Hushovd, il quale, pur non ammaccandosi in maniera preoccupante, di fatto, anche se inseguì a lungo, concluse lì ogni sua possibilità di successo. In cima alle Manie, in fuga i soli De Marchi e Ignatyev, con un vantaggio di 1'20" sugli inseguitori che avevano assorbito Sijmens e Miyazawa. Iniziò a piovere, portando all'ennesima, la preoccupazione per le cadute. Ed infatti, in discesa, cadde Oscar Freire, uno dei favoriti e vincitore uscente, ed il gruppo si spezzò in due tronconi, col primo composto da una cinquantina di unità. Ad Aurelia iniziata da poco, finì la fuga di De Marchi e Ignatiev. Nel lungo tratto tra Albenga e la Cipressa, il secondo gruppo cercò di reagire e ritornare sotto, ma il suo svantaggio non riuscì a scendere sotto il minuto, ovvero il distacco che si registrò ai piedi della Cipressa. Qui scattò Agnoli ripreso da Ballan e la battaglia, creò sfaldamento nel gruppo di testa, mentre dal plotone inseguitore, con una stupenda azione solitaria Michele Scarponi se ne uscì per ritornare su quelli davanti. La compattezza appena ritrovata nel folto drappello davanti, fu subito rotta da un attacco del francese Offredo, sul quale si riportarono Van Avermaet, O'Grady e Chainel. A circa cinque chilometri dall'imbocco del Poggio, rientrò sul gruppo di testa Scarponi, mentre i 4 battistrada vantavano una trentina di secondi d'anticipo. Sulle rampe iniziali dell'erta finale, il primo a cedere tra i fuggitivi fu Chainel. Duecento metri dopo scattò Van Avermaet che fece il vuoto mentre Offredo e O'Grady, furono raggiunti da Nibali col gruppo assottigliato a pochi metri. In cima al Poggio, il belga portiere mancato, passò con 9" sui tre inseguitori, su cui stavano accodandosi altri, capeggiati da Gilbert e Cancellara. In discesa, fra gli inseguitori, cadde Marco Marcato, ma sotto l'azione dello svizzero e di O'Grady, a poco dall'inizio della pianura, Van Avermaet fu raggiunto da nove corridori, fra i quali un solo velocista conclamato come tale, l'australiano Matthew Goss. E fu proprio il "canguro" ultimo uomo del treno di Canvendish, a vincere senza eccessivi problemi, dopo che il drappello aveva spento un timido scatto di Offredo, ed un ultimo disperato tentativo di Nibali, ad ultimo chilometro iniziato. Piazza d'onore per Cancellara su Gilbert.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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