20 marzo 2010 - Milano-Sanremo

101a Edizione: 20 marzo 2010
Alla partenza dal Castello Sforzesco di Milano, furono in 199. Non buone le condizioni atmosferiche, con moderata pioggia, che aumentarono il timore di un numero di cadute superiori alle tante di media. Al primo chilometro già la fuga che caratterizzerà due terzi di corsa. Ad evadere sono tre italiani: Fabrice Piemontesi, Aristide Ratti e Diego Caccia. Il vantaggio che il terzetto riuscì a racimolare, raggiunse un massimo di 22'35" all'80esimo chilometro. Mentre il gruppo perdeva qualche pezzo per le condizioni atmosferiche, oltre alla pioggia, nell'intorno del Turchino i corridori trovarono anche la nebbia, i tre superarono l'ostacolo del Passo e le prime località della Riviera ligure, ma sull'ascesa delle Manie, dopo 200 chilometri di corsa, furono raggiunti dal primo troncone del gruppo ridottosi a 81 unità. Dietro, infatti, inseguiva il grosso nel quale erano presenti, fra gli altri, il vincitore uscente Cavendish, Cunego e Andy Schleck. A Finale Ligure, finita la discesa delle Manie, al comando restarono 49 uomini. Poco prima di Alassio allungò Bouet che in breve guadagnò mezzo minuto. Al suo inseguimento si posero Monfort, Beuret, Mazzanti, Grabovskyy, Mori, Sentjens e Hoj. A 50 km dall'arrivo, il battistada registrò un vantaggio di 45" sui 7 inseguitori e 1'25" sul plotone. Sul Berta il gruppo riprese gli inseguitori escluso Grabovskyy che, nel frattempo, aveva raggiunto e lasciato sul posto Bouet, anch'egli riassorbito dal plotone. Ad Imperia, l'ucraino conservava 20", ma ai piedi della Cipressa venne raggiunto dal gruppo. Sull'ascesa andò decisamente in crisi Cavendish, mentre davanti, il gruppo pur allungato, superò senza azioni di rilievo la cima. In discesa e nei primi chilometri di pianura, nuova spaccatura del plotone, a causa pure di un attacco del francese Offredo. All'inizio del Poggio, il giovane transalpino, vide sciogliersi il vantaggio che gli era rimasto. A tre quarti dell'erta finale l'attacco di Gilbert, sul quale si riportò Pozzato, che passò primo sulla cima con a ruota Gilbert e gli altri a pochissimi metri. In discesa ci provò Nibali, che arrivò alla pianura con qualche metro di vantaggio su Pozzato, il quale accodatosi al corridore siciliano, sullo slancio provò l'affondo, ma a due chilometri dal termine venne raggiunto dal gruppo ridotto ad una trentina di unità. Ancora volata dunque, con tutti i migliori velocisti, escluso Cavendish. Nella volata, il giovane Oss lanciò Bennati, che però partì troppo presto e venne saltato da Freire che andò al sigillare il suo tris nella Classicissima, davanti a Boonen e Petacchi. Sanremo con l'epilogo che ormai tutti s'attendevano, ma con la novità sfuggita ai più: non s'erano registrate cadute.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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