19 marzo 2005 - Milano-Sanremo
96a Edizione: 19 marzo 2005
Alla partenza di una Sanremo, ormai divenuta prova d'eccellenza delle ruote veloci si presentarono in 195. All'ultimo momento si registrò la defezione dell'australiano Robbie McEwen che, visto il tipo di corsa, poteva stare tranquillamente nel novero dei favoriti. Dopo un inizio scoppiettante, la tregua arrivò al chilometro 33 quando evasero Casper, Isasi Flores, Righi, Santambrogio e Simeoni. Dopo una quindicina di chilometri quando il vantaggio dei battistrada era salito ad oltre 4 minuti, dal gruppo uscirono Bucchero e Salomone che resteranno per quasi 100 chilometri fra il grosso ed i primi. Costoro in-fatti supereranno senza danni il Turchino, incrementando costantemente il vantaggio fino ad Albisola, dove per problemi intestinali, Camper si staccò, ma seppe riportarsi sui compagni di fuga. A Savona il margine dei 5 in avanscoperta era ancora di 13'20". In prossimità di Noli l'anticipo era sceso a poco più di 8, a Finale Ligure a 5'40" e ad Alassio, dopo 238 km, ad 1'15". Sul Capo Mele, mollò Casper e poco prima del Berta, anche gli altri quattro. Il gruppo proseguì compatto fino alla Cipressa, dove scattò di Mazzanti, ma in cima il grosso passò praticamente unito. Al ritorno sull'Aurelia, scattò Bettini con Kashechkin che guadagnarono abbastanza per pensare positivo. Ad Arma di Taggia, il vantaggio della coppia registrava 30", ed ai piedi del Poggio il margine era ancora di 12". Sull'erta scattò Vicioso che raggiunse e superò Bettini e Kashechkin, ma sullo spagnolo si riportò prima Tiralongo, poi tutto il gruppo. Dopo un allungo di Vinokourov, subito rintuzzato, scattò Rebellin sul quale si riportarono Pellizotti, Kirchen, Valverde, Celestino ed Axel Merckx. I 6 superarono la cima con un margine di 5", ma a fine discesa il gruppo tornò compatto. Provò ad evitare l'ennesima volatona l'ex iridato Brochard ai 1500 metri, ma fu un fuoco di paglia. Sprint di gruppo dunque, con Bettini che tentò di lanciare Boonen, che però non era alla sua ruota. Ai 200 metri attacco deciso di Petacchi che vinse netto su Hondo, Hushovd, O'Grady, Freire e Gilbert. Anche per Petacchi il sogno Sanremo, dunque, si concretizzò.
Alla partenza di una Sanremo, ormai divenuta prova d'eccellenza delle ruote veloci si presentarono in 195. All'ultimo momento si registrò la defezione dell'australiano Robbie McEwen che, visto il tipo di corsa, poteva stare tranquillamente nel novero dei favoriti. Dopo un inizio scoppiettante, la tregua arrivò al chilometro 33 quando evasero Casper, Isasi Flores, Righi, Santambrogio e Simeoni. Dopo una quindicina di chilometri quando il vantaggio dei battistrada era salito ad oltre 4 minuti, dal gruppo uscirono Bucchero e Salomone che resteranno per quasi 100 chilometri fra il grosso ed i primi. Costoro in-fatti supereranno senza danni il Turchino, incrementando costantemente il vantaggio fino ad Albisola, dove per problemi intestinali, Camper si staccò, ma seppe riportarsi sui compagni di fuga. A Savona il margine dei 5 in avanscoperta era ancora di 13'20". In prossimità di Noli l'anticipo era sceso a poco più di 8, a Finale Ligure a 5'40" e ad Alassio, dopo 238 km, ad 1'15". Sul Capo Mele, mollò Casper e poco prima del Berta, anche gli altri quattro. Il gruppo proseguì compatto fino alla Cipressa, dove scattò di Mazzanti, ma in cima il grosso passò praticamente unito. Al ritorno sull'Aurelia, scattò Bettini con Kashechkin che guadagnarono abbastanza per pensare positivo. Ad Arma di Taggia, il vantaggio della coppia registrava 30", ed ai piedi del Poggio il margine era ancora di 12". Sull'erta scattò Vicioso che raggiunse e superò Bettini e Kashechkin, ma sullo spagnolo si riportò prima Tiralongo, poi tutto il gruppo. Dopo un allungo di Vinokourov, subito rintuzzato, scattò Rebellin sul quale si riportarono Pellizotti, Kirchen, Valverde, Celestino ed Axel Merckx. I 6 superarono la cima con un margine di 5", ma a fine discesa il gruppo tornò compatto. Provò ad evitare l'ennesima volatona l'ex iridato Brochard ai 1500 metri, ma fu un fuoco di paglia. Sprint di gruppo dunque, con Bettini che tentò di lanciare Boonen, che però non era alla sua ruota. Ai 200 metri attacco deciso di Petacchi che vinse netto su Hondo, Hushovd, O'Grady, Freire e Gilbert. Anche per Petacchi il sogno Sanremo, dunque, si concretizzò.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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