18 marzo 1989 - Milano-Sanremo

80a Edizione: 18 marzo 1989
Sotto una pioggia battente che proseguì per tre quarti di corsa, partirono da Milano in 207. I favori del pronostico alla vigilia andavano per la gran parte a Kelly, indi ad Argentin e all'iridato Fondriest. Lungo l'elenco degli outsider fra i quali il vincitore uscente Laurent Fignon, il quale dopo la grande vittoria dell'88 s'era eclissato per tutta la stagione a causa, si diceva, dei soliti guai al ginocchio. Problemi che l'avevano costretto al ritiro anche alla Parigi Nizza di qualche giorno prima della Classicissima. Le negatività o le sfortune però, allora come oggi, possono sciogliersi con più facilità, quando ci si trova di fronte a dei fuoriclasse come Laurent.
Il gruppo sotto l'acqua a catinelle proseguì senza scossoni fino alle vicinanze di Voltri dove evasero Roberto Pagnin, Marco Lietti, Davide Cassani e Claudio Chiappucci. I quattro, a Finale Ligure, si ritrovarono con 5'30" di vantaggio, ma lì, il grosso iniziò a macinare l'inseguimento. Sul Berta vennero riassorbiti Lietti e Cassani, ed ai piedi della Cipressa, anche Chiappucci e Pagnin. La salita mise a turno in evidenza i big, ma non si registrarono azioni importanti, o tali da incidere sulla corsa. Gli scatti di maggior peso avvennero invece nella pianura antecedente il Poggio: prima Galleschi, indi l'olandese Maassen che guadagnò duecento metri, fino a quello pesantissimo di Fignon, che rinvenne sul tulipano e che, per poco, non lo staccò di slancio. I due arrivarono sull'erta con una dozzina di secondi, quindi non ancora in sicurezza. Qui Maassen, autore di una gara eccezionale, provò ad accelerare ulteriormente, forse per vedere come rispondeva Fignon, ma il francese a metà Poggio fece vedere di che pasta era fatto. Inserì un lunghissimo rapportò, che avrebbe spezzato le gambe a chiunque e salutò il bravissimo compagno. Il resto fu una passerella trionfale per il parigino che andò a vincere con una delle più belle testimonianze di forza e superiorità dell'intera storia della Sanremo, ma anche per l'olandese che seppe anche lui incrementare il vantaggio sul gruppo dei big e che solo un mostruoso Fignon, quel giorno, poteva battere. A 30", Baffi vinse la volata per il terzo posto su un gruppo che s'era assottigliato per un gran numero di cadute. Per Fignon, si trattava della nona doppietta consecutiva nel romanzo della Classicissima. Chapeau!
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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