21 marzo 1987 - Milano-Sanremo
78a Edizione: 21 marzo 1987
La giornata dei 273 partenti (nuovo record per lo start), iniziò sonnolenta, ed annotò il primo sussulto, che poi si dimostrerà fondamentale, dopo una quarantina di chilometri, con la fuga di nove corridori: gli italiani Maurizio Rossi, Sauro Varocchi, Dario Montani, l'australiano Allan Peiper, i belgi Willems e Werner Devos, gli olandesi Jelle Nijdam e Frank Pirard e lo svizzero Erich Maechler. Prima e durante quella iniziativa, si parlava d'altro. Di una specie di giallo, o almeno così lo si volle far passare. Alle due della notte Moreno Argentin, Campione del Mondo e favorito fu svegliato nella sua camera d'albergo, da ininterrotti squilli del telefono. L'iridato non riuscì a dormire e si agitò aldilà del dovuto, perdendo la tranquillità indispensabile per la prova che lo attendeva poche ore dopo. Partito, Argentin si ritirò a Savona e la Bianchi, la sua squadra, parlò chiaramente di sabotaggio verso il favorito della corsa. Fatto sta, che quel preambolo, non solo continuò a perdurare nei commenti dell'osservatorio, ma anche nel gruppo in gara. E forse, anche per questo, la tardiva reazione del grosso, fece divenire la fuga citata, più importante di quello che poteva essere. Ma le corse vanno sempre corse, poi si può disquisire. I nove andarono compatti fino ai piedi della Cipressa, poi tra loro iniziarono le scaramucce che si trasformarono in una vera e propria battaglia. Sulla vetta, passò primo l'australiano Alan Peiper, con una cinquantina di metri su Maechler e 30" su Nijdam, Rossi, Varocchi e Devos, mentre la testa del gruppo, rinvenuto con veemenza, a meno di 2'. Sempre tanti, comunque, senza cedimenti davanti... In testa, nel frattempo, il 26enne ragazzone della Carrera, vincitore l'anno prima al Tour de France sulla mitica vetta del Puy de Dome, raggiunse Peiper e lo piantò all'attacco del Poggio. Dietro, il gruppo composto da una trentina di unità, scatenato al punto di provocare una caduta in salita (che coinvolse anche Saronni), inseguiva a poco più di trenta secondi. Maechler però, con una spericolata discesa ed un efficace passo nei due chilometri prima del traguardo, poté trionfare e mostrarsi vincitore degno. Era il primo svizzero ad iscrivere il proprio nome nell'albo d'oro della Milano Sanremo. A soli 6", la piazza d'onore andò ad uno strepitoso ma tardivo Vanderaerden, che anticipò di un paio di secondi lo sprint di Bontempi e Kelly.
La giornata dei 273 partenti (nuovo record per lo start), iniziò sonnolenta, ed annotò il primo sussulto, che poi si dimostrerà fondamentale, dopo una quarantina di chilometri, con la fuga di nove corridori: gli italiani Maurizio Rossi, Sauro Varocchi, Dario Montani, l'australiano Allan Peiper, i belgi Willems e Werner Devos, gli olandesi Jelle Nijdam e Frank Pirard e lo svizzero Erich Maechler. Prima e durante quella iniziativa, si parlava d'altro. Di una specie di giallo, o almeno così lo si volle far passare. Alle due della notte Moreno Argentin, Campione del Mondo e favorito fu svegliato nella sua camera d'albergo, da ininterrotti squilli del telefono. L'iridato non riuscì a dormire e si agitò aldilà del dovuto, perdendo la tranquillità indispensabile per la prova che lo attendeva poche ore dopo. Partito, Argentin si ritirò a Savona e la Bianchi, la sua squadra, parlò chiaramente di sabotaggio verso il favorito della corsa. Fatto sta, che quel preambolo, non solo continuò a perdurare nei commenti dell'osservatorio, ma anche nel gruppo in gara. E forse, anche per questo, la tardiva reazione del grosso, fece divenire la fuga citata, più importante di quello che poteva essere. Ma le corse vanno sempre corse, poi si può disquisire. I nove andarono compatti fino ai piedi della Cipressa, poi tra loro iniziarono le scaramucce che si trasformarono in una vera e propria battaglia. Sulla vetta, passò primo l'australiano Alan Peiper, con una cinquantina di metri su Maechler e 30" su Nijdam, Rossi, Varocchi e Devos, mentre la testa del gruppo, rinvenuto con veemenza, a meno di 2'. Sempre tanti, comunque, senza cedimenti davanti... In testa, nel frattempo, il 26enne ragazzone della Carrera, vincitore l'anno prima al Tour de France sulla mitica vetta del Puy de Dome, raggiunse Peiper e lo piantò all'attacco del Poggio. Dietro, il gruppo composto da una trentina di unità, scatenato al punto di provocare una caduta in salita (che coinvolse anche Saronni), inseguiva a poco più di trenta secondi. Maechler però, con una spericolata discesa ed un efficace passo nei due chilometri prima del traguardo, poté trionfare e mostrarsi vincitore degno. Era il primo svizzero ad iscrivere il proprio nome nell'albo d'oro della Milano Sanremo. A soli 6", la piazza d'onore andò ad uno strepitoso ma tardivo Vanderaerden, che anticipò di un paio di secondi lo sprint di Bontempi e Kelly.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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