21 marzo 1981 - Milano-Sanremo
72a Edizione: 21 marzo 1981
Chi pensava che i 264 partenti dell'edizione 1979, fossero un numero insuperabile e improponibile, fu servito. A Milano il 21 marzo 1981, per contendersi la Classicissima, si presentarono in 271!
Qualcuno disse che era una fortuna, perché gli iscritti erano più di 300....
A dare il via ufficiale sul Naviglio, fu Agostino Omini, da poco eletto Presidente della FCI. Il gigantesco plotone si trascinò compatto fin sul Turchino, dove De Vlaeminck e il tedesco Gregor Braun, coi loro allunghi, favorirono la spaccatura del plotone in due tronconi, fino al rifornimento di Savona. Fra cadute che coinvolsero l'iridato Bernard Hinault, Claudio Bertolotto e Giovanni Battaglin, ed un tentativo di Carmelo Barone, subito dopo Capo Cervo, si poté assistere alla prima vera fuga della giornata, attraverso le pedalate del simpaticissimo toscano Riccardo Magrini e del belga Roger De Cnijf . I due superarono il Capo Berta, dove cadde nuovamente Hinault che si ritirò, e furono raggiunti nella discesa verso Imperia. Sul Poggio ci provò il belga Ronald De Witte, indi Alberto Minetti e lo svizzero Stefan Mutter, ma sulla cima, il gruppo passò praticamente compatto. In discesa però, si scatenò il talento formidabile del ventiquattrenne fiammingo di Willebroek, vincitore cinque mesi prima del "Lombardia": Alfons De Wolf. Costui, alla maniera del Merckx dei bei tempi, scavò un vuoto incolmabile fra lui ed il gruppo arrivando da trionfatore su via Roma. Ad 11" Roger De Vlaeminck, colse la piazza d'onore sul francese Jacques Bossis e gli altri. Poi, anziché togliersi il cappello davanti alla grande dimostrazione di classe di De Wolf, l'osservatorio italiano si incupì sulle bizze da orticaria di Moser e Saronni.
Chi pensava che i 264 partenti dell'edizione 1979, fossero un numero insuperabile e improponibile, fu servito. A Milano il 21 marzo 1981, per contendersi la Classicissima, si presentarono in 271!
Qualcuno disse che era una fortuna, perché gli iscritti erano più di 300....
A dare il via ufficiale sul Naviglio, fu Agostino Omini, da poco eletto Presidente della FCI. Il gigantesco plotone si trascinò compatto fin sul Turchino, dove De Vlaeminck e il tedesco Gregor Braun, coi loro allunghi, favorirono la spaccatura del plotone in due tronconi, fino al rifornimento di Savona. Fra cadute che coinvolsero l'iridato Bernard Hinault, Claudio Bertolotto e Giovanni Battaglin, ed un tentativo di Carmelo Barone, subito dopo Capo Cervo, si poté assistere alla prima vera fuga della giornata, attraverso le pedalate del simpaticissimo toscano Riccardo Magrini e del belga Roger De Cnijf . I due superarono il Capo Berta, dove cadde nuovamente Hinault che si ritirò, e furono raggiunti nella discesa verso Imperia. Sul Poggio ci provò il belga Ronald De Witte, indi Alberto Minetti e lo svizzero Stefan Mutter, ma sulla cima, il gruppo passò praticamente compatto. In discesa però, si scatenò il talento formidabile del ventiquattrenne fiammingo di Willebroek, vincitore cinque mesi prima del "Lombardia": Alfons De Wolf. Costui, alla maniera del Merckx dei bei tempi, scavò un vuoto incolmabile fra lui ed il gruppo arrivando da trionfatore su via Roma. Ad 11" Roger De Vlaeminck, colse la piazza d'onore sul francese Jacques Bossis e gli altri. Poi, anziché togliersi il cappello davanti alla grande dimostrazione di classe di De Wolf, l'osservatorio italiano si incupì sulle bizze da orticaria di Moser e Saronni.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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