17 marzo 1979 - Milano-Sanremo
70a Edizione: 17 marzo 1979
L'esplosione di numeri che caratterizzò la 70esima edizione della Classicissima, fece riflettere e diede spago a coloro che, in precedenza, magari come scusa per le loro difficoltà e sconfitte, avevano in qualche modo criticato l'organizzazione. Vincenzo Torriani, che la sapeva lunga anche quando sbagliava, incassò come un dono i 264 partenti e diede al direttore della "Gazzetta", Gino Palumbo, l'incarico di dare il via a una corsa che il giornalista napoletano, aveva da sempre nel cuore. Ancora una bella e calda giornata di sole accompagnò quel gruppo che, quando muoveva velocità di nota, fra cima e fondo occupava oltre quattrocento metri di carreggiata. A Binasco, sempre su iniziativa dell'ormai solito Dirk Baert, stavolta accompagnato da Giancarlo Casiraghi, si formò al comando un drappello di 12 uomini: i due citati, nonché Walter Polini, Mario Noris, Annunzio Colombo, gli olandesi Jan Aling, Jan Van Houwelingen e Leo Van Vliet, ed i belgi Martin, Joseph Jacobs, Willy Teirlinck e Joseph Gijsemans. La dozzina di battistrada, con un vantaggio sul gruppo che oscillò fra gli 8 ed i 10 minuti, giunsero insieme fino alla Riviera. Qui però, iniziarono progressivamente i cedimenti e quando il grosso, sul Capo Berta, chiuse su tutti, gli ultimi a cedere furono Polini, Van Vliet e Martin. Sul Poggio, attaccò Raas, ma non successe nulla. In discesa tentò Saronni, ma anche in questa occasione non ci furono effetti. A quel punto partì Mario Beccia, che stava per fare il colpaccio, ma il veemente inseguimento di Vandenbroucke, portò sotto il gruppo, ed a cinquanta metri dalla linea, il pugliese venne superato da Roger De Vlaeminck, che bruciò Saronni, il norvegese Knut Knudsen e Moser.
L'esplosione di numeri che caratterizzò la 70esima edizione della Classicissima, fece riflettere e diede spago a coloro che, in precedenza, magari come scusa per le loro difficoltà e sconfitte, avevano in qualche modo criticato l'organizzazione. Vincenzo Torriani, che la sapeva lunga anche quando sbagliava, incassò come un dono i 264 partenti e diede al direttore della "Gazzetta", Gino Palumbo, l'incarico di dare il via a una corsa che il giornalista napoletano, aveva da sempre nel cuore. Ancora una bella e calda giornata di sole accompagnò quel gruppo che, quando muoveva velocità di nota, fra cima e fondo occupava oltre quattrocento metri di carreggiata. A Binasco, sempre su iniziativa dell'ormai solito Dirk Baert, stavolta accompagnato da Giancarlo Casiraghi, si formò al comando un drappello di 12 uomini: i due citati, nonché Walter Polini, Mario Noris, Annunzio Colombo, gli olandesi Jan Aling, Jan Van Houwelingen e Leo Van Vliet, ed i belgi Martin, Joseph Jacobs, Willy Teirlinck e Joseph Gijsemans. La dozzina di battistrada, con un vantaggio sul gruppo che oscillò fra gli 8 ed i 10 minuti, giunsero insieme fino alla Riviera. Qui però, iniziarono progressivamente i cedimenti e quando il grosso, sul Capo Berta, chiuse su tutti, gli ultimi a cedere furono Polini, Van Vliet e Martin. Sul Poggio, attaccò Raas, ma non successe nulla. In discesa tentò Saronni, ma anche in questa occasione non ci furono effetti. A quel punto partì Mario Beccia, che stava per fare il colpaccio, ma il veemente inseguimento di Vandenbroucke, portò sotto il gruppo, ed a cinquanta metri dalla linea, il pugliese venne superato da Roger De Vlaeminck, che bruciò Saronni, il norvegese Knut Knudsen e Moser.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
©2002-2026 Museo del Ciclismo Associazione Culturale ETS - C.F.94259220484 - info@museociclismo.it - Tutti i diritti riservati
I dati inseriti in archivio sono il risultato di una ricerca bibliografica e storiografica di Paolo Mannini (curatore dell'Archivio). Le fonti utilizzate sono svariate (giornali, libri, enciclopedie, siti internet, archivi digitali e frequentazioni sui vari Forum inerenti il ciclismo). Chiunque desideri contribuire alla raccolta dei dati, aggiunta di materiale da pubblicare o alla correzione di errori può farlo mettendosi in contatto con Paolo Mannini o con la Redazione.