18 marzo 1974 - Milano-Sanremo
65a Edizione: 18 marzo 1974
Doveva essere l'edizione che l'osservatorio italiano voleva presentare come un'epica sfida fra il Cannibale Merckx, ed il Campione del Mondo Gimondi, ma fra i 193 partenti il belga non c'era, a causa di una bronchite. Senza il fa-ro, nonché incontrastato "numero uno" mondiale, per il secondo anno consecutivo, la corsa avrebbe sicuramente preso la strada di una maggiore incertezza. Fu così fino ad un certo punto. Tra l'altro insisteva sui corridori l'incognita del freddo, davvero fuori stagione. A Casteggio, evasero Costantino Conti e il belga Marc Demeyer. I due, tra pioggia, vento e nebbia, superarono il Turchino con quasi 5 minuti di vantaggio, ma il maltempo li portò a scendere con prudenza. Sui Piani di Invrea, vennero raggiunti dai belgi Le-man, De Vlaeminck, Maertens, Huysmans, Verbeeck, Godefroot, Roger Swerts e Guido Van Sweevelt, nonché da Gimondi, Paolini, Basso, Poggiali, Bitossi, Zilioli, Francesco Moser, Emanuele Bergamo, Arnaldo Caverzasi e lo spagnolo Jaime Huelamo. La corsa, praticamente di lì in avanti fu tutta sui venti di testa. Dopo diversi cedimenti sui Capi, si giunse a San Lorenzo al Mare dove Gimondi scattò ripetutamente e solo Huysmans e Demeyer riuscirono a resistergli. Ad Arma di Taggia, l'iridato iniziò il suo capolavoro, riprendendo a scattare fino a lasciarsi dietro i due fiamminghi. Il passo di Gimondi fu davvero superiore e scatenò l'entusiasmo della gente sulle strade, nonché davanti alla TV. Il Campione del Mondo arrivò in solitudine in via Roma, osannato e in un clima trionfale. A 1'53" Eric Leman regolò gli inseguitori sgranati. Un'idea dell'impresa di Gimondi, la può avere da questo dato: per trovare una vittoria solitaria con un vantaggio superiore sul secondo arrivato, era necessario scomodare Coppi, quando, nel 1949, vinse con 4'17" su Ortelli. Nemmeno Merckx, era arrivato a tanto. Notevole pure la media: 42,534 km/h. Tanto più, in considerazione della ben poco favorevole giornata.
Doveva essere l'edizione che l'osservatorio italiano voleva presentare come un'epica sfida fra il Cannibale Merckx, ed il Campione del Mondo Gimondi, ma fra i 193 partenti il belga non c'era, a causa di una bronchite. Senza il fa-ro, nonché incontrastato "numero uno" mondiale, per il secondo anno consecutivo, la corsa avrebbe sicuramente preso la strada di una maggiore incertezza. Fu così fino ad un certo punto. Tra l'altro insisteva sui corridori l'incognita del freddo, davvero fuori stagione. A Casteggio, evasero Costantino Conti e il belga Marc Demeyer. I due, tra pioggia, vento e nebbia, superarono il Turchino con quasi 5 minuti di vantaggio, ma il maltempo li portò a scendere con prudenza. Sui Piani di Invrea, vennero raggiunti dai belgi Le-man, De Vlaeminck, Maertens, Huysmans, Verbeeck, Godefroot, Roger Swerts e Guido Van Sweevelt, nonché da Gimondi, Paolini, Basso, Poggiali, Bitossi, Zilioli, Francesco Moser, Emanuele Bergamo, Arnaldo Caverzasi e lo spagnolo Jaime Huelamo. La corsa, praticamente di lì in avanti fu tutta sui venti di testa. Dopo diversi cedimenti sui Capi, si giunse a San Lorenzo al Mare dove Gimondi scattò ripetutamente e solo Huysmans e Demeyer riuscirono a resistergli. Ad Arma di Taggia, l'iridato iniziò il suo capolavoro, riprendendo a scattare fino a lasciarsi dietro i due fiamminghi. Il passo di Gimondi fu davvero superiore e scatenò l'entusiasmo della gente sulle strade, nonché davanti alla TV. Il Campione del Mondo arrivò in solitudine in via Roma, osannato e in un clima trionfale. A 1'53" Eric Leman regolò gli inseguitori sgranati. Un'idea dell'impresa di Gimondi, la può avere da questo dato: per trovare una vittoria solitaria con un vantaggio superiore sul secondo arrivato, era necessario scomodare Coppi, quando, nel 1949, vinse con 4'17" su Ortelli. Nemmeno Merckx, era arrivato a tanto. Notevole pure la media: 42,534 km/h. Tanto più, in considerazione della ben poco favorevole giornata.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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