19 marzo 1973 - Milano-Sanremo
64a Edizione: 19 marzo 1973
Fra i 188 partenti dell'edizione del 1973, non c'era sua maestà Eddy Merckx, perché raffreddato. Pur nella grave perdita a monte, in molti sperarono che il fatto potesse regalare quell'incertezza che, con lui in gara, quasi sempre svaniva. Pronti via, e partirono due inglesi, Phil Bayton e Dave Lloyd, due neoprofessionisti. Il loro tentativo si prolungò per 165 chilometri e si chiuse poco dopo Cogoleto. Nell'alternanza dei Capi, si registrarono le iniziative, dapprima di Luis Ocana e Romano Tumellero, indi del belga Toni Houbrechts e del danese Ole Ritter, ma ad una decina di chilometri dal termine il gruppo tornò compatto. Sul Poggio il plotone si sgranò in una lunghissima fila indiana. Passò primo "Collo lungo" Wilmo Francioni, seguito dal principale favorito, Roger De Vlaeminck. Costui, svolse una discesa perfetta e parve averla vinta, ma il venticinquenne toscano non s'arrese, ed a fine discesa tornò alla ruota del belga, mentre dietro erano vicini. Il fiammingo tirò il fiato sapendo di essere più veloce del comunque non fermo italiano, il quale commise l'errore di passare troppo presto in testa lanciandosi a tutta. De Vlaeminck, visto il ritorno di Gimondi che li seguiva a meno di cento metri, azionò subito il rabbocco di energie che aveva accumulato stando a ruota ed a 350 metri dalla linea partì, sorprendendo Francioni. Vinse tranquillamente a braccia alzate, lasciando ad un paio di secondi il toscano ed a quattro, Gimondi e le avanguardie del gruppo.
Fra i 188 partenti dell'edizione del 1973, non c'era sua maestà Eddy Merckx, perché raffreddato. Pur nella grave perdita a monte, in molti sperarono che il fatto potesse regalare quell'incertezza che, con lui in gara, quasi sempre svaniva. Pronti via, e partirono due inglesi, Phil Bayton e Dave Lloyd, due neoprofessionisti. Il loro tentativo si prolungò per 165 chilometri e si chiuse poco dopo Cogoleto. Nell'alternanza dei Capi, si registrarono le iniziative, dapprima di Luis Ocana e Romano Tumellero, indi del belga Toni Houbrechts e del danese Ole Ritter, ma ad una decina di chilometri dal termine il gruppo tornò compatto. Sul Poggio il plotone si sgranò in una lunghissima fila indiana. Passò primo "Collo lungo" Wilmo Francioni, seguito dal principale favorito, Roger De Vlaeminck. Costui, svolse una discesa perfetta e parve averla vinta, ma il venticinquenne toscano non s'arrese, ed a fine discesa tornò alla ruota del belga, mentre dietro erano vicini. Il fiammingo tirò il fiato sapendo di essere più veloce del comunque non fermo italiano, il quale commise l'errore di passare troppo presto in testa lanciandosi a tutta. De Vlaeminck, visto il ritorno di Gimondi che li seguiva a meno di cento metri, azionò subito il rabbocco di energie che aveva accumulato stando a ruota ed a 350 metri dalla linea partì, sorprendendo Francioni. Vinse tranquillamente a braccia alzate, lasciando ad un paio di secondi il toscano ed a quattro, Gimondi e le avanguardie del gruppo.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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