18 marzo 1972 - Milano-Sanremo

63a Edizione: 18 marzo 1972
Spesso il bel sole, togliendo le naturali difficoltà, sa richiamare i valori più reali del campo di gara. Perlomeno fu così per i 178 partenti della 63esima edizione della Classicissima. E non poteva che essere una recita, anzi una sinfonia, la quinta, del musicista Eddy Merckx. E dire che a Voghera, una spaventosa caduta che costrinse all'ospedale Enrico Paolini e i belgi Martin Vandenbossche e Georges Barras, coinvolse anche diversi big, fra i quali Roger De Vlaeminck che si procurò una contusione alla caviglia, nonché proprio il Campione del Mondo, Merckx. Il Cannibale fu costretto a cambiare due volte bicicletta e persino gli scarpini. A Silvano d'Orba andò in fuga Davide Boifava, che passò sul Turchino con un vantaggio di 2'20" sul gruppo, ma a Cogoleto il suo tentativo si spense. Un attacco di Michelotto, che poi andò in crisi, favorì la fuga di un piccolo drappello composto da Zilioli, Van Springel, Fuchs e De Geest ma a Santo Stefano al Mare, anche questa iniziativa finì.
Senza più sussulti si giunse al Poggio dove Merckx si piazzò in testa e fece una selezione pazzesca. I più vicini a Sire Eddy, autori di una gara maiuscola, furono Gianni Motta e Gosta Pettersson, ma in cima, il monarca, senza girarsi per verificare il proprio vantaggio, innestò il turbo per la discesa. Risultato: arrivò solo in via Roma con la tranquillità dei fenomeni e l'attenzione istintiva dei geni, indicando con la mano destra il segno "cinque", perché tutti sapessero che non s'era dimenticato di rincorrere Girardengo e che quella era solo una tappa. A 9" Motta regolò il gruppo dei battuti. Incredibile la media: 43,910! Merckx (nella foto il suo arrivo a Sanremo), era davvero un marziano: le due migliori medie della Classicissima erano le sue. Ed a ben vedere, nonostante le biciclette, gli asfalti e le benzine a disposizione dei ciclisti di oggi, sarebbero ancora tra le primissime.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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