19 marzo 1968 - Milano-Sanremo
59a Edizione: 19 marzo 1968
La Sanremo numero 59, si svolse in una giornata veramente primaverile. L'osservatorio e gran parte dei 187 partenti, s'attendevano l'ennesimo acuto di Eddy Merckx, per la prima volta alla Classicissima con la maglia iridata, ed a capo di una nuova squadra, l'italo-belga Faema. Ma anche Eddy era un uomo e quel giorno rimase abbastanza in disparte. Una fuga iniziale di Ercole Gualazzini, Pietro Scandelli, Tommaso De Prà e Ottorino Benedetti (che si arrese sul Turchino), si allungò fino al Berta, dove partì a tutta Claudio Michelotto, vincitore un po' a sorpresa, qualche giorno prima, della Tirreno Adriatico. A chiudere sul corridore trentino, fu Merckx in persona. A rompere la compattezza del gruppo ci pensarono allora, ad una ventina di chilometri dall'arrivo, i francesi Poulidor e "Charlie" Grosskost, il belga Edward Sels, il tedesco Rudi Altig, lo svizzero Maurer, Adriano Durante e Roberto Ballini. I big più attesi, con in testa l'iridato Merckx, rimasero a guardare, ed i sette andarono al traguardo. Lo sforzo richiesto dal Poggio, bagnò le polveri a qualcuno e mescolò le carte, in particolare sul più papabile, il belga Sels, ma anche all'italiano Durante. Fatto sta, che con una volata lunghissima l'ex iridato Rudi Altig si impose nettamente su Grosskost e gli altri. Anche i tedeschi, dunque, entrarono a far parte dell'albo d'oro della Classicissima, mentre gli italiani, per il quindicesimo anno consecutivo, mancarono la vittoria.
La Sanremo numero 59, si svolse in una giornata veramente primaverile. L'osservatorio e gran parte dei 187 partenti, s'attendevano l'ennesimo acuto di Eddy Merckx, per la prima volta alla Classicissima con la maglia iridata, ed a capo di una nuova squadra, l'italo-belga Faema. Ma anche Eddy era un uomo e quel giorno rimase abbastanza in disparte. Una fuga iniziale di Ercole Gualazzini, Pietro Scandelli, Tommaso De Prà e Ottorino Benedetti (che si arrese sul Turchino), si allungò fino al Berta, dove partì a tutta Claudio Michelotto, vincitore un po' a sorpresa, qualche giorno prima, della Tirreno Adriatico. A chiudere sul corridore trentino, fu Merckx in persona. A rompere la compattezza del gruppo ci pensarono allora, ad una ventina di chilometri dall'arrivo, i francesi Poulidor e "Charlie" Grosskost, il belga Edward Sels, il tedesco Rudi Altig, lo svizzero Maurer, Adriano Durante e Roberto Ballini. I big più attesi, con in testa l'iridato Merckx, rimasero a guardare, ed i sette andarono al traguardo. Lo sforzo richiesto dal Poggio, bagnò le polveri a qualcuno e mescolò le carte, in particolare sul più papabile, il belga Sels, ma anche all'italiano Durante. Fatto sta, che con una volata lunghissima l'ex iridato Rudi Altig si impose nettamente su Grosskost e gli altri. Anche i tedeschi, dunque, entrarono a far parte dell'albo d'oro della Classicissima, mentre gli italiani, per il quindicesimo anno consecutivo, mancarono la vittoria.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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