19 marzo 1958 - Milano-Sanremo
49a Edizione: 19 marzo 1958
Furono 215 i corridori partenti per una edizione che, per poco, non registrò il bis del più "popolare spagnolo d'Italia", Miguel Poblet. L'alfiere dell'Ignis, non ce la fece a ripetersi perché trovò sulla sua strada uno che stava costruendosi fenomeno. Già, si trattò di uno scontro al vertice con un grandissimo dello sprint, Rik Van Looy, un asso belga di prima grandezza che, poi, solamente in quella occasione, fu in grado di prevalere su un traguardo che pareva dovesse essere l'ideale per le sue qualità di routier-sprinter moderno. La spuntò dunque il "Sire di Herentals", in virtù di un rabbioso guizzo che gli consentì di far fuori oltre a Poblet, anche il velocissimo francese Darrigade, indi gli italiani Conterno e Albani. L'eroe della giornata, tuttavia, fu un corridore francese dotato più di temperamento che di classe: il taciturno René Privat. Costui, venne riacciuffato a tre chilometri e mezzo da via Roma, dopo una fuga che aveva iniziato assieme ad altri, al 13 chilometro di gara e che aveva proseguito da solo, dopo aver staccato sul Capo Berta, anche l'ultimo dei compagni d'avventura, il belga Jozef Planckaert. Ingoiato da un gruppo di 68 unità, a Privat, non restarono che gli elogi per aver contribuito in maniera peculiare all'elevazione della media verso un record che si pensava extraterrestre: 42,179 km/h! Ma anche per "Castagna", il nomignolo che accompagnava il transalpino, il futuro non si dimostrò così nero...
Furono 215 i corridori partenti per una edizione che, per poco, non registrò il bis del più "popolare spagnolo d'Italia", Miguel Poblet. L'alfiere dell'Ignis, non ce la fece a ripetersi perché trovò sulla sua strada uno che stava costruendosi fenomeno. Già, si trattò di uno scontro al vertice con un grandissimo dello sprint, Rik Van Looy, un asso belga di prima grandezza che, poi, solamente in quella occasione, fu in grado di prevalere su un traguardo che pareva dovesse essere l'ideale per le sue qualità di routier-sprinter moderno. La spuntò dunque il "Sire di Herentals", in virtù di un rabbioso guizzo che gli consentì di far fuori oltre a Poblet, anche il velocissimo francese Darrigade, indi gli italiani Conterno e Albani. L'eroe della giornata, tuttavia, fu un corridore francese dotato più di temperamento che di classe: il taciturno René Privat. Costui, venne riacciuffato a tre chilometri e mezzo da via Roma, dopo una fuga che aveva iniziato assieme ad altri, al 13 chilometro di gara e che aveva proseguito da solo, dopo aver staccato sul Capo Berta, anche l'ultimo dei compagni d'avventura, il belga Jozef Planckaert. Ingoiato da un gruppo di 68 unità, a Privat, non restarono che gli elogi per aver contribuito in maniera peculiare all'elevazione della media verso un record che si pensava extraterrestre: 42,179 km/h! Ma anche per "Castagna", il nomignolo che accompagnava il transalpino, il futuro non si dimostrò così nero...
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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