19 marzo 1955 - Milano-Sanremo

46a Edizione: 19 marzo 1955
Si attendeva un riscatto degli italiani alla partenza della Sanremo numero 46. Sollecitati dalle aspre critiche presenti sui giornali alla vigilia della Classicissima, gli "azzurri" non furono però capaci di essere conseguenti, o meglio, chi ci provò, non aveva le possibilità di invertire il corso che, fra i 167 partenti, pendeva tangibilmente verso i corridori d'oltralpe. I riporti dell'epoca, a gara conclusa, parlarono dei fischi che avevano accolto l'arrivo di Coppi, caduto a due chilometri dall'arrivo quando era comunque fuori dai giochi, adducendo a motivazione la sua abulia in gara, ma in realtà non poteva certo essere l'ormai 36enne Campionissimo, a salvare l'onor patrio. Quei fischi, più che altro si direzionavano sulle sue vicende private e l'Italia di allora, ancor più di quella di oggi, era un "Paese bacchettone". La corsa, veloce, ma non velocissima, visse il momento cardine a Pietra Ligure, quando scattò l'occhialuto fratello di Luison Bobet, Jean, che aveva appena vinto la Parigi-Nizza. Sulle ceneri del suo tentativo si avvantaggiarono Mauto Gianneschi, il belga Germain Derijcke e il francese Bernard Gauthier, che transitarono nell'ordine sul Capo Mele e sul Capo Cervo. Sul Berta però, la coppia franco-belga mise alle corde l'italiano, mentre da dietro stava ritornando a galla Jean Bobet. Alle porte di Sanremo avvenne il ricongiungimento dei quattro e nella volata, la maggiore freschezza di Derijcke e Gauthier si vide subito. Fu il tozzo corridore fiammingo, con uno sprint lungo e potente, ad avere nettamente la meglio. Germain Derijcke, si confermava così, quel possibile vincente da classiche che l'osservatorio italiano aveva sottostimato. E non era certo un caso la sua vittoria. I delusi di giornata, arrivarono a 26" e qui, nel platonico sprint per il quinto posto, il vecchio Fiorenzo Magni, ebbe la meglio su un comunque non impegnatissimo Van Steenbergen.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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