8 maggio 1954 - La Fléche Wallonne

18a Edizione (Charleroi - Liegi): 8 maggio 1954
In Belgio, il mese di maggio può essere ballerino anche quando si pensa ad una giornata stabile. I 136 partenti alla Freccia del '54, trovarono una giornata così: tempo buono nelle fasi iniziali e poi rovesci pronti a trasformare le strade in un percorso di cross. Poi ancora sole, ma anche vento e per il loro specifico impegno, poco gradevole perché spesso contrario. Da questa variabilità, la corsa ne subì non poche conseguenze: pochi tentativi, selezione naturale per le avversità e media piuttosto contenuta. Fra i partenti di un cast sempre degno di una classica di gran pregio, c'era Ferdi Kubler, lo spauracchio numero uno dei belgi, il quale, seppur in fase calante, poteva ancora recitare il ruolo di faro. Sulle cote fu attaccato, ma un po' la grande giornata del lussemburghese Erzner, che ricucì su Impanis, ed un po' la stessa rivalità insistente fra i fiamminghi, fecero in modo che l'elvetico potesse restare perfettamente nei giochi. Ed infatti, ad una trentina di chilometri dal traguardo, in testa alla corsa c'era ancora un gruppo di una trentina di uomini, fra i quali gran parte dei papabili e, per i belgi, oltre alla presenza di Kubler, anche quella del "pericoloso" italiano Giuseppe Minardi: uomo veloce e resistente, vincitore di tappe al Giro, nonché del Lombardia del '52. Quel folto drappello, nonostante un tentativo telefonato del "Miracolato dell'Aubisque" Wim Van Est, vincitore un mese prima del Giro delle Fiandre, giunse compatto sul rettilineo d'arrivo. La volata decisiva vide Erzner, che veloce non era, partire lunghissimo, nella speranza di sorprendere i marcamenti dei fiamminghi. Ed infatti tagliò fuori dai giochi un papabile come Minardi, ma non riuscì nell'intento di sorprendere Kubler ed il belga Germain Derijcke. Furono proprio questi due a mettere ben presto le loro ruote davanti, ma ai 60 metri, l'elvetico, sorpreso dalla resistenza del giovane avversario e forse un po' spento, deviò la sua marcia portando il belga verso il pubblico e, addirittura, allungò la mano sinistra sulla spalla destra del belga.
Derijcke, fu costretto a smettere di pedalare per un poco, perlomeno di quel tanto, che consentì a Kubler di passare per primo sulla linea, con quasi mezza bicicletta di vantaggio. Il fiammingo protestò, ma non ebbe bisogno di insistere, perché l'irregolarità era stata così evidente, che la giuria dopo un paio di minuti emise il suo verdetto: vittoria a Derijcke e posto d'onore a Kubler. Lo stesso campione svizzero non obiettò più di tanto.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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