17 marzo 1935 - Milano-Sanremo
28a Edizione: 17 marzo 1935
Davvero una grande edizione. In una giornata da lupi, con freddo, pioggia e neve i 202 partenti (record e prima classica mondiale a riuscire a raggiungere la doppia centinaia), scrissero un'altra entusiasmante pagina. Grandi prodezze e nuovi interpreti di gran pregio alla ribalta: Gino Bartali e Giuseppe "Gepin" Olmo su tutti. Il campione d'Italia Guerra, offrì lo spettacolo di una rincorsa giudicata impossibile, causa una caduta in quel di Voltri, assieme a Puppo, nella quale rimediò circa otto minuti di distacco nei confronti di un quintetto composto da Montesi (in testa sin dal Turchino), Bini, Olmo, Martano e Cipriani. Tuttavia la "Locomotiva" riuscì a recuperare trascinandosi alla ruota Bartali e Demuysère. Fu sul capo Cervo che il neofita Gino Bartali si fece conoscere, sbriciolò il gruppo di testa e perfezionò la sua opera staccando anche Guerra e Cipriani sul Capo Berta. Solo e con quasi due minuti di vantaggio il corridore fiorentino avrebbe meritato di trionfare a Sanremo, sennonché un guasto meccanico lo costrinse a procedere con un rapporto troppo esiguo per cui non poté sottrarsi alla rincorsa di Guerra, Cipriani e Olmo. Si arrivò così alla volata a quattro, nella quale "Gepin" Olmo, uno dei più classici pedalatori del ciclismo italiano, ebbe la maglia abbastanza facilmente.
Davvero una grande edizione. In una giornata da lupi, con freddo, pioggia e neve i 202 partenti (record e prima classica mondiale a riuscire a raggiungere la doppia centinaia), scrissero un'altra entusiasmante pagina. Grandi prodezze e nuovi interpreti di gran pregio alla ribalta: Gino Bartali e Giuseppe "Gepin" Olmo su tutti. Il campione d'Italia Guerra, offrì lo spettacolo di una rincorsa giudicata impossibile, causa una caduta in quel di Voltri, assieme a Puppo, nella quale rimediò circa otto minuti di distacco nei confronti di un quintetto composto da Montesi (in testa sin dal Turchino), Bini, Olmo, Martano e Cipriani. Tuttavia la "Locomotiva" riuscì a recuperare trascinandosi alla ruota Bartali e Demuysère. Fu sul capo Cervo che il neofita Gino Bartali si fece conoscere, sbriciolò il gruppo di testa e perfezionò la sua opera staccando anche Guerra e Cipriani sul Capo Berta. Solo e con quasi due minuti di vantaggio il corridore fiorentino avrebbe meritato di trionfare a Sanremo, sennonché un guasto meccanico lo costrinse a procedere con un rapporto troppo esiguo per cui non poté sottrarsi alla rincorsa di Guerra, Cipriani e Olmo. Si arrivò così alla volata a quattro, nella quale "Gepin" Olmo, uno dei più classici pedalatori del ciclismo italiano, ebbe la maglia abbastanza facilmente.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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