29 marzo 1975 - Amstel Gold Race

10a Edizione (Heerlen - Meerssen): 29 marzo 1975
Il decennale dell'Amstel, riportò allo start Eddy Merckx. E che Merckx!
Centotrentotto partenti, per un tracciato che stava seminando echi mondiali per le sue difficoltà e per quella ormai consolidata dimostrazione di far uscire sempre, o un grandissimo nome, o un corridore in stato di grazia eccelsa. L'edizione del '75, per chi scrive, fu per anni ed anni la migliore, per un motivo semplice e raramente raggiungibile, in quanto si esaurì in un testa a testa fra il più grande atleta "ogni sport" che gli occhi del sottoscritto abbiano mai visto, ed il più forte corridore, dopo il "sire" (tra l'altro ancora giovanissimo), che il periodo stava evidenziando. Un giudizio personale certamente, che trova conforto nei fatti. Purtroppo, un duello brevissimo, per motivi che non sfuggono e che è inutile riportare. Sarà, ma in chi scrive, la totale grandezza dell'Amstel, si testimoniò indelebile, proprio nel '75.
La corsa di quel 29 marzo, fece sbocciare i suoi fiori agonistici sul Keutenberg, quando si formò al comando un drappello di nove uomini: Merckx e Bruyere (Molteni), Knetemann e Bal (Gan-Mercier), Thurau e Pronk (Ti-Raleigh), Maertens e Pollentier (Flandria), Kuiper ((Frisol-GBC). Nella discesa rientrarono sui primi anche Dierickx (Rokado), Delisle (Peugeot-BP) e Knudsen (Jollyceramica). A quel punto iniziò la recita luminosa dei due più forti, dei due corridori più attesi: il super campione e il giovane emergente, vale a dire Eddy Merckx e Freddy Maertens. I due, su spinta di Eddy, lasciarono ben presto la compagnia, fino a dar gambe, faccia e protagonismo, alla forte rivalità che li divideva, da quel contorto pomeriggio iridato di Barcellona '73. Si guardarono in faccia: da quel giorno catalano di un anno e mezzo prima, non era mai stata così pingue l'occasione di una resa dei conti. Merckx continuò a scattare, in ogni angolo d'occasione, non solo in salita. Freddy rispose riportandosi sul sire, ogni volta fino ad un chilometro dall'arrivo, a metà dello strappo finale. Ma qui, lo scatto in progressione ed a tutto rapporto di Eddy, gli fu fatale. Merckx si allontanò dallo sguardo intriso di atroce fatica di Maertens, ed andò a tagliare il traguardo a braccia alzate, illuminando la sua già radiosa maglia iridata: era il primo a vincere l'Amstel, coi colori arcobaleno. Freddy giunse a 15", mentre Joseph Bruyere, fido scudiero del "cannibale", a 2'51", anticipò Dierickx e gli altri per il terzo gradino del podio. Il grande e atteso duello, a dispetto della giornata abbastanza normale per quella terra a marzo, aveva prodotto una selezione molto forte: solo 35 dei 138 partenti, giunsero al traguardo.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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