17 aprile 2005 - Amstel Gold Race
40a Edizione (Maastricht-Valkenburg): 17 aprile 2005
Con l'epilogo sul Cauberg consolidato, 194 corridori si diedero appuntamento per una quarantesima edizione da corrersi...all'insegna di una nebbia, come non si vedeva da tempo nella zona. Ciononostante la corsa si mosse spedita e visse a lungo sulla fuga di Grivko, Moreau, Thijs e Van Katwijk. I quattro raggiunsero un vantaggio di ben 13 minuti ad un centinaio di chilometri dal traguardo. L'efficacia della reazione del gruppo, fu favorita dalle rampe del Van Plettenbergweg, dove, al cedimento di Van Katwijk, si unì la foratura (con un lentissimo cambio ruota conseguente) di Grivko. Thijs e Moreau, continuarono a pigiare sui pedali, ma la perdita del 50% dei cambi possibili, li appannò quanto la nebbia che li circondava. Nel frattempo dal grosso erano evasi Van Bon e Wesemann. A 25 chilometri dal termine cambiò la coppia al comando, in quanto Thijs e Moreau cedettero di schianto, mentre il vantaggio del nuovo duo s'era ridotto ad una manciata di secondi sul gruppo. Ai meno 15 si registrò il cedimento di Van Bon, mentre Lotz, Kroon e David Etxebarria si riportarono su Wesemann. Sulla discesa del Keutenberg, i quattro di testa vennero raggiunti da Rebellin, Joaquin Rodriguez, Leukemans, Valverde, Sinkewitz, Celestino, Kirchen, Di Luca, Boogerd, Freire e, successivamente, altri. Sul Cauberg, a 400 metri dal traguardo, i giochi Rabobank per Freire, vennero fatti saltare da un perentorio attacco di Di Luca, sul quale solo Boogerd e Rebellin, riuscirono a prendergli la ruota. Ma ai 200 metri, un ulteriore scatto del corridore abruzzese suggellò il suo trionfo. Boogerd, ancora una volta finì secondo, mentre Mirko Celestino proprio negli ultimi metri, riuscì a saltare il vincitore uscente Rebellin.
Con l'epilogo sul Cauberg consolidato, 194 corridori si diedero appuntamento per una quarantesima edizione da corrersi...all'insegna di una nebbia, come non si vedeva da tempo nella zona. Ciononostante la corsa si mosse spedita e visse a lungo sulla fuga di Grivko, Moreau, Thijs e Van Katwijk. I quattro raggiunsero un vantaggio di ben 13 minuti ad un centinaio di chilometri dal traguardo. L'efficacia della reazione del gruppo, fu favorita dalle rampe del Van Plettenbergweg, dove, al cedimento di Van Katwijk, si unì la foratura (con un lentissimo cambio ruota conseguente) di Grivko. Thijs e Moreau, continuarono a pigiare sui pedali, ma la perdita del 50% dei cambi possibili, li appannò quanto la nebbia che li circondava. Nel frattempo dal grosso erano evasi Van Bon e Wesemann. A 25 chilometri dal termine cambiò la coppia al comando, in quanto Thijs e Moreau cedettero di schianto, mentre il vantaggio del nuovo duo s'era ridotto ad una manciata di secondi sul gruppo. Ai meno 15 si registrò il cedimento di Van Bon, mentre Lotz, Kroon e David Etxebarria si riportarono su Wesemann. Sulla discesa del Keutenberg, i quattro di testa vennero raggiunti da Rebellin, Joaquin Rodriguez, Leukemans, Valverde, Sinkewitz, Celestino, Kirchen, Di Luca, Boogerd, Freire e, successivamente, altri. Sul Cauberg, a 400 metri dal traguardo, i giochi Rabobank per Freire, vennero fatti saltare da un perentorio attacco di Di Luca, sul quale solo Boogerd e Rebellin, riuscirono a prendergli la ruota. Ma ai 200 metri, un ulteriore scatto del corridore abruzzese suggellò il suo trionfo. Boogerd, ancora una volta finì secondo, mentre Mirko Celestino proprio negli ultimi metri, riuscì a saltare il vincitore uscente Rebellin.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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