28 aprile 1993 - Amstel Gold Race
28a Edizione (Heerlen - Maastricht): 28 aprile 1993
In una giornata calda anche se ventosa, si consumò un'edizione dell'Amstel Gold Race che gli italiani ricorderanno con una certa tristezza. Ancora una volta, un loro alfiere, probabilmente il più amato, ovvero l'iridato Gianni Bugno, mancò l'incontro con la vittoria in questa classica che sembrava stregata. Al via di Herleen, 158 corridori, come al solito i migliori, perlomeno per le corse di un giorno. La corsa non molto animata per lunghe fasi, visse il momento cardine sul Cauberg, con l'attacco dello svizzero Rolf Jaermann.
Sull'elvetico dell'Ariostea si riportarono Adri Van der Poel (anch'egli pedina di una squadra italiana, la Mercatone Uno) e il tedesco Jens Heppner. Sul terzetto si pose all'inseguimento solitario il Campione del mondo Gianni Bugno. Costui, raggiunse i fuggitivi e proseguì in progressione incentivando la pedalata sullo strappo di Halembaye, dove alla sua ruota rimase il solo Jaermann. Negli ultimi chilometri il copione non cambiò: l'iridato a tirare, senza chiedere un cambio. Nella volata decisiva però, lo scatto dell'elvetico ai 150 metri, non trovò il pieno recupero del favorito Bugno e Jaermann lo batté di mezza ruota.
In una giornata calda anche se ventosa, si consumò un'edizione dell'Amstel Gold Race che gli italiani ricorderanno con una certa tristezza. Ancora una volta, un loro alfiere, probabilmente il più amato, ovvero l'iridato Gianni Bugno, mancò l'incontro con la vittoria in questa classica che sembrava stregata. Al via di Herleen, 158 corridori, come al solito i migliori, perlomeno per le corse di un giorno. La corsa non molto animata per lunghe fasi, visse il momento cardine sul Cauberg, con l'attacco dello svizzero Rolf Jaermann.
Sull'elvetico dell'Ariostea si riportarono Adri Van der Poel (anch'egli pedina di una squadra italiana, la Mercatone Uno) e il tedesco Jens Heppner. Sul terzetto si pose all'inseguimento solitario il Campione del mondo Gianni Bugno. Costui, raggiunse i fuggitivi e proseguì in progressione incentivando la pedalata sullo strappo di Halembaye, dove alla sua ruota rimase il solo Jaermann. Negli ultimi chilometri il copione non cambiò: l'iridato a tirare, senza chiedere un cambio. Nella volata decisiva però, lo scatto dell'elvetico ai 150 metri, non trovò il pieno recupero del favorito Bugno e Jaermann lo batté di mezza ruota.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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