31 ottobre 2010 - Coppa d'Inverno
In una grigia e piovosa Biassono si rinnova l'appuntamento con la Coppa d'Inverno, la classica competizione che chiude la stagione agonistica per Elite e Under 23, giunta alla novantottesima edizione. Sono 124 i corridori ai nastri di partenza, 152 i chilometri da percorrere lungo le strade brianzole. La prima azione di giornata è promossa da un quartetto composto da Roletti (Palazzago), Amicabile (Delio Gallina Inox), Caimi (Pool Cantù) e Mirko Tedeschi (Casati NGC) che prendono il largo poco prima del primo GPM, che vede primeggiare proprio il portacolori della Casati NGC. Durante il secondo giro, al chilometro 34 questo primo tentativo di giornata viene annullato ed il plotone torna compatto, e compatto comincia ad inerpicarsi verso Brugora, dove Antonio Doneddu del team Palazzago sprinta davanti a tutti aggiudicandosi il secondo GPM. Alcuni tentativi di fuga vengono segnalati tra il km 49 e il km 54 ma queste azioni mancano di convinzione. Più convinta è invece l'evasione dal gruppo di Barindelli (Pool Cantù) e Roletti che assieme a Federico Vilella (FGM Michelin) cercano di avvantaggiarsi in vista del traguardo volante che è vinto da quest'ultimo. Dopo una manciata di chilometri i tre vengono ripresi e in contropiede parte Alfio Locatelli (Palazzago), che nel giro di breve viene raggiunto dal lodigiano Gian Mario Pedrazzini portacolori della Gragnano Sporting Team, dal molto attivo Barindelli e da Luca Orlandi (Aurora Named), questo tentativo raggiunge un vantaggio massimo di 13", ma al settantesimo chilometro il gruppo porta a compimento la propria rimonta ed inghiotte i fuggitivi. Quando manca poco al terzo passaggio in cima allo strappo di Brugora si avvantaggiano in quattro: Nosotti (Casati NGC), Simoni (Lucchini Maniva), Lorenzo Lancini (Gavardo Tecmor) e nuovamente Luca Orlandi (Aurora Named), questo gruppetto gestisce al meglio un vantaggio massimo di 9" che risulta essere sufficiente per permettere a Lancini di aggiudicarsi il GPM. Nosotti, Orlandi e Lancini cercano di resistere alla reazione del plotone per potersi aggiudicare anche il traguardo volante di Biassono, ma Stiven Fanelli (Delio Gallina Inox) si accoda a loro e sprinta per primo sul TV applaudito dai numerosi sportivi che con gli ombrelli aperti sono presenti lungo le transenne in via Cesana e Villa a Biassono. Galvanizzato, Fanelli capisce che può continuare nel suo forcing e guadagna velocemente un vantaggio di 16" sul gruppo. La situazione cambia velocemente e Fanelli ha una trentina di secondi su Monguzzi della Aurora Named che prima lo insegue solitario e nel giro di pochi chilometri gli è a ruota collaborando in maniera molto proficua con lui, tanto che il tandem di testa può gestire un vantaggio di una ventina di secondi al passaggio dal quarto GPM di giornata che Cristiano Monguzzi fa' suo senza storia. Monguzzi e Fanelli si fiondano in discesa impavidi, non temendo il manto stradale reso viscido da acqua e foglie, guadagnando ancora del margine prezioso, dal gruppo però qualcuno ha ancora la lucidità necessaria per pensare ad un inseguimento si tratta di dodici uomini: Gozio (Gavardo Tecmor), Alafaci, Moschen e Simoni (Lucchini Maniva), Maggiore, Nosotti e Tedeschi (Casati NGC), Averin e Locatelli (Palazzago), Daniele Canziani della Aurora Named e la coppia della pool Cantù formata da Barindelli e Figini. La corsa sembrerebbe destinata a concludersi così infatti la coppia di testa nonostante il tempo inclemente guadagna costantemente fino ad avere un massimo vantaggio di 1 minuto e 35 secondi sui dodici e 2 minuti sulla ultima parte del gruppo che annaspa sempre più perdendo ogni speranza di ribaltare le sorti della corsa. A Correzzana, poco prima dell'ultima asperità di giornata, le cose cambiano ancora una volta, infatti viene indicato che il duo in testa alla Coppa d'Inverno comincia a perdere terreno grazie alla maniera veemente con cui Mirko Nosotti, Dario Gozio, Maxim Averin e Eugenio Alafaci cercano di riportarsi su Monguzzi e Fanelli. Durante il giro conclusivo in località Sovico il distacco è di soli 29", ci si prepara quindi al ricongiungimento che avviene all'ultimo chilometro. L'immissione sul rettilineo conclusivo è il preludio ad una potente ed incerta conclusione in volata, Il fotofinish premia Nosotti alfiere della Casati NGC e consegna il secondo posto ad Alafaci che per un po' aveva accarezzato il sogno della vittoria, al terzo posto Averin della Palazzago.
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