3 aprile 1910 - Milano-Sanremo
4a Edizione: 3 aprile 1910
Partiti 63, arrivati 4! Quella del '10, fu la più sconvolgente e drammatica delle Milano-Sanremo. Pioggia nel tratto iniziale, una ventina di centimetri di neve sul Turchino, bufera lungo la Riviera e per tutta la giornata un freddo intensissimo: questo fu il quadro nel quale si mossero quegli autentici eroi in bicicletta che, il 3 aprile 1910, presero il via dalla solita Conca Fallata. Dalla pioggia, dal fango, dalla neve emerse sino al Turchino, il grande belga Van Hauwaert, un tipo che pareva si trovasse a suo agio in mezzo a tante difficoltà. Alle sue spalle, poco dopo il superamento del celebre passo: Lapide e Paul, seguiti da Christophe e dal trio italiano Ganna, Albini e Pavesi. Tutti gli altri, già staccatissimi, se non addirittura ritirati. Avvantaggiato dalla sua qualità di ciclocrossista, che al tempo ancora correva solo per diletto, Christophe iniziò il suo forcing. Su quelle strade divenute impossibili riuscì ad avere il sopravvento raggiungendo e staccando tutti, ma dopo essersi portato in testa alla corsa, non seppe insistere: si fermò in un cascinale per riscaldarsi e rifocillarsi. Lo seguirono anche Van Hauwaert e Paul, ma nessuno dei due si decise poi a riprendere la competizione. Invece Christophe, fattosi dare indumenti nuovi e indossati un paio di pantaloni di fustagno opportunamente adattati alla bici da corsa, si gettò all'inseguimento di Pavesi, Ganna e Albin, i quali con caparbietà, avevano proseguito il loro penoso calvario. L'inaspettata rincorsa del francese, venne facilitata dal ritiro, prima di Pavesi, quindi di Albini e dal cedimento di Ganna. A Varazze, a 115 km dal traguardo, Christophe restò solo nella tormenta della via Aurelia e puntò verso Sanremo. Solo, senza avversari e senza spettatori, il favoloso Eugene, ebbe più volte il timore di essere finito fuori strada. La sua pazzesca impresa ebbe termine dopo 12 ore e 24' (la media sui km. 289,3 risultò di km. 23,330) e vale la pena rammentare che gli altri tre superstiti, Giovanni Cocchi, Giovanni Marchese ed Enrico Sala, giunsero a Sanremo rispettivamente staccati di 61, 77 e 126 minuti. L'ordine di arrivo ufficiale, riporta questi quattro nomi, classificati in tempo massimo, ed aggiunge che Ganna, giunto secondo, fu giustamente squalificato perché fece qualche chilometro del percorso sulla vettura del Commendator Ferrari. Per irregolarità simili (evasero il controllo), furono poi tolti dall'ordine d'arrivo anche Piero Lampaggi (che era giunto 5°) e Sante Goi (7°).
Partiti 63, arrivati 4! Quella del '10, fu la più sconvolgente e drammatica delle Milano-Sanremo. Pioggia nel tratto iniziale, una ventina di centimetri di neve sul Turchino, bufera lungo la Riviera e per tutta la giornata un freddo intensissimo: questo fu il quadro nel quale si mossero quegli autentici eroi in bicicletta che, il 3 aprile 1910, presero il via dalla solita Conca Fallata. Dalla pioggia, dal fango, dalla neve emerse sino al Turchino, il grande belga Van Hauwaert, un tipo che pareva si trovasse a suo agio in mezzo a tante difficoltà. Alle sue spalle, poco dopo il superamento del celebre passo: Lapide e Paul, seguiti da Christophe e dal trio italiano Ganna, Albini e Pavesi. Tutti gli altri, già staccatissimi, se non addirittura ritirati. Avvantaggiato dalla sua qualità di ciclocrossista, che al tempo ancora correva solo per diletto, Christophe iniziò il suo forcing. Su quelle strade divenute impossibili riuscì ad avere il sopravvento raggiungendo e staccando tutti, ma dopo essersi portato in testa alla corsa, non seppe insistere: si fermò in un cascinale per riscaldarsi e rifocillarsi. Lo seguirono anche Van Hauwaert e Paul, ma nessuno dei due si decise poi a riprendere la competizione. Invece Christophe, fattosi dare indumenti nuovi e indossati un paio di pantaloni di fustagno opportunamente adattati alla bici da corsa, si gettò all'inseguimento di Pavesi, Ganna e Albin, i quali con caparbietà, avevano proseguito il loro penoso calvario. L'inaspettata rincorsa del francese, venne facilitata dal ritiro, prima di Pavesi, quindi di Albini e dal cedimento di Ganna. A Varazze, a 115 km dal traguardo, Christophe restò solo nella tormenta della via Aurelia e puntò verso Sanremo. Solo, senza avversari e senza spettatori, il favoloso Eugene, ebbe più volte il timore di essere finito fuori strada. La sua pazzesca impresa ebbe termine dopo 12 ore e 24' (la media sui km. 289,3 risultò di km. 23,330) e vale la pena rammentare che gli altri tre superstiti, Giovanni Cocchi, Giovanni Marchese ed Enrico Sala, giunsero a Sanremo rispettivamente staccati di 61, 77 e 126 minuti. L'ordine di arrivo ufficiale, riporta questi quattro nomi, classificati in tempo massimo, ed aggiunge che Ganna, giunto secondo, fu giustamente squalificato perché fece qualche chilometro del percorso sulla vettura del Commendator Ferrari. Per irregolarità simili (evasero il controllo), furono poi tolti dall'ordine d'arrivo anche Piero Lampaggi (che era giunto 5°) e Sante Goi (7°).
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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