19 marzo 1977 - Milano-Sanremo
68a Edizione: 19 marzo 1977
Raggiunto il traguardo del primato assoluto di vittorie nella Classicissima, Merckx entrò veramente sul rettilineo del tramonto. Oddio, era sempre un vincente, ma gli acciacchi crescenti che gli avevano pregiudicato gran parte del '76, e la fine della Molteni che lo avevano costretto ad accasarsi alla Fiat France, stavolta giustificavano il suo non inserimento al ruolo di favorito assoluto della Milano Sanremo '77. Sugli stessi 230 partenti della 68esima edizione si respirava l'aria dell'avvio di una fase nuova del ciclismo. D'altronde nessuna epoca della storia del ciclismo fin lì consumata, s'era caratterizzata su un dominio così corposo da parte di un fuoriclasse.
La corsa si avviò spedita. A Voghera andarono in fuga Pietro Algeri e lo svizzero Ueli Sutter che, sul Turchino, vantarono un vantaggio di cinque minuti sul gruppo. Dopo una serie ulteriore di tentativi di fuga dal grosso e di cadute senza conseguenze, a Finale Ligure terminò l'avventura dei due. Per ritrovare un altro tentativo significativo, s'aspettò il Capo Berta, dove a partire furono i belgi Patrick Sercu e Frans Verbeeck, l'olandese Jan Raas e le giovani speranze italiane Alfio Vandi e Giuseppe Saronni. Quest'ultimo, poco più che diciannovenne, primo in vetta, diede l'illusione di potersi sganciare, ma l'azione si spense dopo poco. Un paio di chilometri più avanti, a provarci furono l'olandese Cees Priem, lo svizzero Roland Salm, Marcello Osler e Giuseppe Perletto, ma anche questo tentativo si chiuse presto. Col Poggio vicino, fu ancora Perletto a tentare, con a ruota lo svizzero Salm. Di lì a poco approfittando della marcatura insistente fra i grandi belgi, uscirono dal gruppo Saronni, Leman e Raas che si riportarono sul duo di testa a Poggio appena iniziato. L'ascesa, mise le ali all'occhialuto olandese, che anticipò sulla vetta di una cinquantina di metri Perletto e Salm, con Saronni, poco dietro. La discesa e quel paio di chilometri prima del traguardo, furono percorsi dal tulipano con grande intensità, amministrando al meglio l'esiguo vantaggio sul gruppo, che, nel frattempo, aveva assorbito gli altri fuggitivi. Raas vinse a braccia alzate, anticipando di 3" De Vlaeminck e di 5" Wilfried Wesemael e tutto il gruppo. Merckx, alla sua decima Sanremo si congedò da gregario di Sercu, ma prima l'aveva vinta sette volte. Si mostrò sereno e sorridente di fronte agli applausi che il pubblico gli riservò, mentre altri sconfitti, non trovarono niente di meglio che criticare l'organizzazione per il numero dei partecipanti.
Raggiunto il traguardo del primato assoluto di vittorie nella Classicissima, Merckx entrò veramente sul rettilineo del tramonto. Oddio, era sempre un vincente, ma gli acciacchi crescenti che gli avevano pregiudicato gran parte del '76, e la fine della Molteni che lo avevano costretto ad accasarsi alla Fiat France, stavolta giustificavano il suo non inserimento al ruolo di favorito assoluto della Milano Sanremo '77. Sugli stessi 230 partenti della 68esima edizione si respirava l'aria dell'avvio di una fase nuova del ciclismo. D'altronde nessuna epoca della storia del ciclismo fin lì consumata, s'era caratterizzata su un dominio così corposo da parte di un fuoriclasse.
La corsa si avviò spedita. A Voghera andarono in fuga Pietro Algeri e lo svizzero Ueli Sutter che, sul Turchino, vantarono un vantaggio di cinque minuti sul gruppo. Dopo una serie ulteriore di tentativi di fuga dal grosso e di cadute senza conseguenze, a Finale Ligure terminò l'avventura dei due. Per ritrovare un altro tentativo significativo, s'aspettò il Capo Berta, dove a partire furono i belgi Patrick Sercu e Frans Verbeeck, l'olandese Jan Raas e le giovani speranze italiane Alfio Vandi e Giuseppe Saronni. Quest'ultimo, poco più che diciannovenne, primo in vetta, diede l'illusione di potersi sganciare, ma l'azione si spense dopo poco. Un paio di chilometri più avanti, a provarci furono l'olandese Cees Priem, lo svizzero Roland Salm, Marcello Osler e Giuseppe Perletto, ma anche questo tentativo si chiuse presto. Col Poggio vicino, fu ancora Perletto a tentare, con a ruota lo svizzero Salm. Di lì a poco approfittando della marcatura insistente fra i grandi belgi, uscirono dal gruppo Saronni, Leman e Raas che si riportarono sul duo di testa a Poggio appena iniziato. L'ascesa, mise le ali all'occhialuto olandese, che anticipò sulla vetta di una cinquantina di metri Perletto e Salm, con Saronni, poco dietro. La discesa e quel paio di chilometri prima del traguardo, furono percorsi dal tulipano con grande intensità, amministrando al meglio l'esiguo vantaggio sul gruppo, che, nel frattempo, aveva assorbito gli altri fuggitivi. Raas vinse a braccia alzate, anticipando di 3" De Vlaeminck e di 5" Wilfried Wesemael e tutto il gruppo. Merckx, alla sua decima Sanremo si congedò da gregario di Sercu, ma prima l'aveva vinta sette volte. Si mostrò sereno e sorridente di fronte agli applausi che il pubblico gli riservò, mentre altri sconfitti, non trovarono niente di meglio che criticare l'organizzazione per il numero dei partecipanti.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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