19 marzo 1965 - Milano-Sanremo
56a Edizione: 19 marzo 1965
"Solo" 153 partenti, per un'edizione che presentò una grande novità. Per la prima volta, la "Sanremo" lasciò, per un tratto, la tradizionale via Aurelia: una frana a Caprazoppa impose a Torriani di puntare verso l'interno, sulla salita del Mologno e, perché la distanza non fosse superiore ai 300 chilometri, decise di dare la partenza a Certosa di Pavia. Franco Bitossi fu la lepre dal Turchino fino a Savona, Wolfshohl lungo la Riviera, mentre Venturelli, che con la sua miracolosa resurrezione nelle settimane precedenti, era riuscito a sollevare più di una speranza, a causa di una caduta, pose praticamente fine alla sua carriera in un ospedale di Savona. Come al solito, il Berta setacciò il gruppo: rimasero in testa 12 i corridori, dei quali solo 4 erano stranieri. E non era finita. Franco Balmamion forzò il passo ad Imperia e Vittorio Adorni gli rispose: i due parevano volare, ma volò sul serio l'olandese Arie Den Hartog che li agguantò ad Arma di Taggia, non li mollò sul Poggio e li superò nettamente in volata. Nel sole primaverile di Sanremo la rabbia degli italiani stavolta si tagliava a fette. Dal '54 al 19 marzo 1965, mai erano andati così vicini al successo. La "maledizione" però, era arrivata a 12 anni ed aveva l'aria di voler continuare....
"Solo" 153 partenti, per un'edizione che presentò una grande novità. Per la prima volta, la "Sanremo" lasciò, per un tratto, la tradizionale via Aurelia: una frana a Caprazoppa impose a Torriani di puntare verso l'interno, sulla salita del Mologno e, perché la distanza non fosse superiore ai 300 chilometri, decise di dare la partenza a Certosa di Pavia. Franco Bitossi fu la lepre dal Turchino fino a Savona, Wolfshohl lungo la Riviera, mentre Venturelli, che con la sua miracolosa resurrezione nelle settimane precedenti, era riuscito a sollevare più di una speranza, a causa di una caduta, pose praticamente fine alla sua carriera in un ospedale di Savona. Come al solito, il Berta setacciò il gruppo: rimasero in testa 12 i corridori, dei quali solo 4 erano stranieri. E non era finita. Franco Balmamion forzò il passo ad Imperia e Vittorio Adorni gli rispose: i due parevano volare, ma volò sul serio l'olandese Arie Den Hartog che li agguantò ad Arma di Taggia, non li mollò sul Poggio e li superò nettamente in volata. Nel sole primaverile di Sanremo la rabbia degli italiani stavolta si tagliava a fette. Dal '54 al 19 marzo 1965, mai erano andati così vicini al successo. La "maledizione" però, era arrivata a 12 anni ed aveva l'aria di voler continuare....
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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