8 aprile 1987 - Gent-Wevelgem
49a Edizione: 8 aprile 1987
Partecipanti: 258. Classificati: 121
Fu una edizione in cui poteva accadere di tutto, per la giornata variabile, per il valore del cast e per quel percorso che, pur considerato come adatto a corridori passisti veloci, nascondeva nella pianura finale dopo il Kemmelberg, delle insidie non indifferenti, soprattutto nelle giornate di vento. Ed anche nel 1987, fu quello il tratto dove si consumarono le azioni decisive. A darsi battaglia i migliori 18 usciti dalla salita effige della "Wevelgem". Fra scatti e contro scatti il drappello si frantumò. Subito dopo l'abitato di Menen a circa cinque chilometri dal traguardo, rimasero in testa il belga Etienne De Wilde e l'olandese Teun Van Vliet. La coppia riuscì a mantenere un vantaggio sufficiente per poster svolgere lo sprint decisivo a due, senza le angosce di un possibile riassorbimento. Il favorito De Wilde, sicuramente in teoria più veloce, dimostrò che le volate a due dopo una corsa tirata non sempre vanno a chi possiede più fibre bianche. Infatti, il belga non fu capace di rimontare il pur veloce Van Vliet, che seppe impostare la volata lunga, in modo di mettere in crisi la lucidità di un compagno d'avventura che aveva visto provato. L'azione di fuga e la volata, furono due capolavori di Van Vliet, uomo di Post, il quale, ancora una volta, dall'ammiraglia, poté sorridere.
Partecipanti: 258. Classificati: 121
Fu una edizione in cui poteva accadere di tutto, per la giornata variabile, per il valore del cast e per quel percorso che, pur considerato come adatto a corridori passisti veloci, nascondeva nella pianura finale dopo il Kemmelberg, delle insidie non indifferenti, soprattutto nelle giornate di vento. Ed anche nel 1987, fu quello il tratto dove si consumarono le azioni decisive. A darsi battaglia i migliori 18 usciti dalla salita effige della "Wevelgem". Fra scatti e contro scatti il drappello si frantumò. Subito dopo l'abitato di Menen a circa cinque chilometri dal traguardo, rimasero in testa il belga Etienne De Wilde e l'olandese Teun Van Vliet. La coppia riuscì a mantenere un vantaggio sufficiente per poster svolgere lo sprint decisivo a due, senza le angosce di un possibile riassorbimento. Il favorito De Wilde, sicuramente in teoria più veloce, dimostrò che le volate a due dopo una corsa tirata non sempre vanno a chi possiede più fibre bianche. Infatti, il belga non fu capace di rimontare il pur veloce Van Vliet, che seppe impostare la volata lunga, in modo di mettere in crisi la lucidità di un compagno d'avventura che aveva visto provato. L'azione di fuga e la volata, furono due capolavori di Van Vliet, uomo di Post, il quale, ancora una volta, dall'ammiraglia, poté sorridere.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris)
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