Carlo Pretolani
Nato a San Piero in Bagno nel 1904, deceduto. Scalatore. Professionista indipendente nel 1929, con una vittoria di categoria.
Questo forte corridore, di cui dopo il secondo conflitto mondiale si son perse le tracce, fu il primo ciclista di peso della Renato Serra di Cesena. Fortissimo in salita si distinse ovunque, cogliendo fra i dilettanti copiose vittorie. La Nicolò Biondo di Carpi, già allora sodalizio di vertice, lo ingaggiò nel 1926, schierandolo pure a corse francesi, organizzate sulla Costa Azzurra e le Alpi Marittime, dai già tantissimi emigrati italiani. Diverse di quelle competizioni videro Pretolani (chiamato pure Domenico) vincente. Nel 1927, il corridore di San Piero, trionfò da autentico campione nel campionato romagnolo dei dilettanti, giungendo in gran solitudine sul traguardo di Rocca San Casciano, infangato e irriconoscibile, per i continui temporali che avevano interessato con continuità la corsa. L'azione di Pretolani su Forche e Centoforche, rimase a lungo nelle memorie degli appassionati del tempo. Nel 1929, ultimo anno di carriera, corse costantemente fra indipendenti e professionisti, classificandosi primo fra gli indipendenti nella Firenze-Terni. Chiusa la parentesi col ciclismo agonistico, non calò la passione di Carlo per lo sport della bicicletta. Un esempio ci giunse nel 1942, in quella che fu l'ultima traccia sportiva nella vita di Pretolani. La "Ciclistica Melandri" società forlivese scomparsa dopo la fine del secondo conflitto mondiale e nella quale era un fautore Maroncì Melandri, organizzò il Giro delle Alte Valli del Savio e del Bidente, gara a tappe per allievi di livello nazionale, che poteva godere del patrocinio de "La Gazzetta dello Sport". Si trattava della prima iniziativa del genere in Italia. La prima delle tre tappe della manifestazione, prevedeva l'arrivo a San Piero in Bagno. Bene, colui che rese possibile quella frazione, con tanto di ospitalità finale, fu proprio Carlo Pretolani.
Questo forte corridore, di cui dopo il secondo conflitto mondiale si son perse le tracce, fu il primo ciclista di peso della Renato Serra di Cesena. Fortissimo in salita si distinse ovunque, cogliendo fra i dilettanti copiose vittorie. La Nicolò Biondo di Carpi, già allora sodalizio di vertice, lo ingaggiò nel 1926, schierandolo pure a corse francesi, organizzate sulla Costa Azzurra e le Alpi Marittime, dai già tantissimi emigrati italiani. Diverse di quelle competizioni videro Pretolani (chiamato pure Domenico) vincente. Nel 1927, il corridore di San Piero, trionfò da autentico campione nel campionato romagnolo dei dilettanti, giungendo in gran solitudine sul traguardo di Rocca San Casciano, infangato e irriconoscibile, per i continui temporali che avevano interessato con continuità la corsa. L'azione di Pretolani su Forche e Centoforche, rimase a lungo nelle memorie degli appassionati del tempo. Nel 1929, ultimo anno di carriera, corse costantemente fra indipendenti e professionisti, classificandosi primo fra gli indipendenti nella Firenze-Terni. Chiusa la parentesi col ciclismo agonistico, non calò la passione di Carlo per lo sport della bicicletta. Un esempio ci giunse nel 1942, in quella che fu l'ultima traccia sportiva nella vita di Pretolani. La "Ciclistica Melandri" società forlivese scomparsa dopo la fine del secondo conflitto mondiale e nella quale era un fautore Maroncì Melandri, organizzò il Giro delle Alte Valli del Savio e del Bidente, gara a tappe per allievi di livello nazionale, che poteva godere del patrocinio de "La Gazzetta dello Sport". Si trattava della prima iniziativa del genere in Italia. La prima delle tre tappe della manifestazione, prevedeva l'arrivo a San Piero in Bagno. Bene, colui che rese possibile quella frazione, con tanto di ospitalità finale, fu proprio Carlo Pretolani.
Article posté par: Maurizio Ricci (Morris)