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75a edizione Milano-Sanremo (1984)

ITA Bandiera ITA

 
Corsa Linea (Cod. 820)
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Informazioni su questa edizione

Milano-Sanremo
Anno: 1984 Data: 17.03.1984
Edizione n. 75
Partenza da Milano arrivo a Sanremo per un totale di 294 km
Partiti 227 ciclisti arrivati 63 ciclisti
Vincitore Francesco MOSER in 07h 22' 25'' alla media di 39.872 km/h

 

17 marzo 1984 - Milano-Sanremo

Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /content/corse/edizione.php on line 147 Alla partenza ci sono nuvoloni che non promettono nulla di buono. A Pozzolo Formigaro, a 92 chilometri dal via, Elio Festa firma la prima fuga di giornata e sul Turchino, dove imperversa una bufera con vento e nevischio, il romagnolo ha un vantaggio di 4'55" sull'australiano Phil Anderson. Alle loro spalle, a poco dalla vetta, c'è una caduta generale che coinvolge, in un groviglio di biciclette, molti corridori. Sono tanti in ritardo, da Laurent Fignon (vincitore del Tour 1983) a Battaglin, a Hinault che decide di ritirarsi (la "Sanremo" è decisamente jellata per il bretone), a Moser che è costretto addirittura ad attraversare i campi inzuppati perché la strada è ostruita. Il trentino recupera e con una spericolata discesa su Voltri si mette nella scia del gruppo. Proprio in quel momento, però, davanti s'accende a bagarre promossa soprattutto da Roberto Visentini e dallo svizzero Urs Freuler, il che costringe Moser a una fatica supplementare di 12 chilometri, mentre, all'avanguardia, Anderson raggiunge e lascia sul posto Festa. Siamo ad Arenzano. Moser, allora, si mette in testa al gruppo, se la vede ancora brutta sul Berta (finisce in una cunetta, per non cadere si appoggia a un muretto) e a metà Cipressa raggiunge Anderson. In vista del Poggio tenta il norvegese Ole Christian Silseth e poi, sulla salita, è la volta del francese Marc Madiot, dell'irlandese Stephen Roche e dell'inglese Robert Millar. Malgrado abbia speso molto, Moser dimostra di essere in condizione straordinaria: piomba sui tre e si lancia nella discesa. L'unico che cerca di ostacolare quella furia è Alfredo Chinetti, il quale poi desiste. E lo scatenato Moser va a conquistare un trionfo fortemente cercato, a soli due mesi dai fantastici record dell'ora stabiliti a Città di Messico. Urla la sua gioia mentre taglia il traguardo e poi riceve i complimenti di Saronni. Rispetto al 1983 si sono invertiti i ruoli, ed è bello vedere i due big del nostro ciclismo finalmente felici e non "l'un contro l'altro armati". Dopo undici tentativi, il trentino centra l'obiettivo e scatena un entusiasmo che non si vedeva da tempo.

 

17 marzo 1984 - Milano-Sanremo

Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /content/corse/edizione.php on line 147 Francesco Moser, che all'inizio dell'anno ha strappato a Eddy Merckx il primato dell'ora (fissato in 51,151 km/h), vince la Milano-Sanremo. Partenza alle 9.26, in vetta al Turchino (scalato sotto il nevischio) passa per primo Elio Festa, il gruppo transita con un ritardo di 4'53". Tra le vittime del maltempo il francese Bernard Hinault (nell'83 ha vinto Vuelta e Freccia Vallone), Silvano Contini (primo nella Liegi-Bastogne-Liegi dell'82), lo statunitense Greg Lemond (campione del mondo in carica), medita il ritiro pure Moser, che però rientra nel plotone grazie a una spericolata discesa. Ad Arenzano, Festa è superato dall'australiano Phil Anderson, che accumula un vantaggio fino a 3' ma a metà Cipressa è ripreso dal gruppo. Uno scatto del vecchio Wladimiro Panizza in salita, Moser si scatena in discesa contringendo gli inseguitori a rischiose acrobazie: Guido Bontempi finisce oltre un guard-rail, l'olandese Jan Raas (primo a Sanremo nel '77, campione del mondo '79, ha vinto l'ultimo Fiandre) precipita in un burrone e si salva per il miracoloso atterraggio su un ulivo (vi resta arrampicato per qualche minuto). Una quarantina di uomini in testa sulla vetta del Poggio, in discesa riparte Moser, inseguito solo dallo svizzero Alfredo Chinetti, che si stacca dopo una sbandata in curva. Vantaggio di 20" al termine della picchiata, Moser entra da solo in via Roma salutato da un tripudio quasi senza precedenti (alla fine gli farà i complimenti pure il vecchio rivale Giuseppe Saronni), la piazza d'onore va all'irlandese Séan Kelly. Era dal '53 (doppietta di Loretto Petrucci) che la classica d'apertura non vedeva due successi italiani consecutivi. [Delfino-De Marco-Pietrucci 2009]
 

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