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1a edizione Milano-Sanremo (1907)

ITA Bandiera ITA

 
Corsa Linea (Cod. 745)
IE - Info Edizione | C - Classifica

Informazioni su questa edizione

Milano-Sanremo
Anno: 1907 Data: 14.04.1907
Edizione n. 1
Partenza da Milano arrivo a Sanremo per un totale di 288 km
Partiti 33 ciclisti arrivati 14 ciclisti
Vincitore Lucien Georges PETIT-BRETON in 11h_04'_15'' alla media di 26.014 km/h

 

14 aprile 1907 - Milano-Sanremo

Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /content/corse/edizione.php on line 147 Mattina fredda e piovosa; 66 iscritti per 288 chilometri del percorso con partenza dall'osteria Conca Fallata fino a Viale Cavallotti. Alla partenza si presentano in 33, molti, convinti da ingaggi delle case intenzionate a vincere, si portano sul percorso per mettere a disposizione dei campioni le loro biciclette e il loro aiuto. Il regolamento infatti acconsente al cambio del mezzo per i partecipanti; il quale cambio, però, non deve assolutamente essere effettuato dalle auto, rarissime, al seguito.
La Bianchi, il cui direttore sportivo è il celebre Gian Ferdinando Tommaselli, ottimo pistard di qualche anno prima, riesce ad ingaggiare il numero uno dei routiers francesi: Petit Breton che viene affiancato al più amato tra gli italiani vale a dire Giovanni Gerbi, alias "Diavolo Rosso". La Peugeot risponde con un Garrigou in grandissimo stato di grazia. Altri francesi presenti Pautrat e Trousselier.
Sotto una pioggia battente prendono il via anche tutti i restanti migliori italiani purtroppo con scarse possibilità di vittoria. Dopo Pavia si forma un gruppetto di audaci comprendente Gerbi, Cuniolo, Ganna, Galetti, Albini, Trousselier, Petit Breton, Garrigou, Rossignoli e Canepari, praticamente tutti i favoriti. Seguono a breve distanza Pavesi e Albini.
La corsa si anima nell'attraversamento di Pozzolo Formigaro dove è presente un viale con un selciato infame e sconnesso proprio a fianco della Parrocchia. Gerbi, che evidentemente conosce bene il percorso, si getta a gran velocità in una striscia di terra che, pur fangosa e piena di pozze, permette di fare velocità. Questo stratagemma gli permette di iniziare una delle sue leggendarie fughe.
Sotto la pioggia che si trasforma in nevischio, il suo vantaggio aumenta discretamente e al Turchino si assesta sui 3 minuti. Passano infatti dietro allo scatenato astigiano Ganna, Galetti e Garrigou nell'ordine; più staccato arranca Petit Breton che ha forato in un momento decisivo.
Nella discesa, Galletti, a causa di una caduta, si stacca dal terzetto e Garrigou a Voltri precede Ganna di poche centinaia di metri. Il tempo in Riviera migliora decisamente e sulle via Aurelia c'è parecchia gente a veder passare questi temerari. Gerbi intanto tra l'entusiasmo dei liguri, affronta con autorità la Colletta e i Piani d'Invrea, ma non può fare a meno nei pressi di Savona, di essere raggiunto da Garrigou scortato dai fratelli Mistretta, savonesi, che per questa loro collaborazione raccoglieranno per strada una dose massiccia di insulti dai loro concittadini.
Tommaselli comunica a Gerbi che Petit Breton si è ripreso e sta recuperando terreno su il duo di testa. L'astigiano a questo punto decide di non collaborare con Garrigou per aspettare il suo compagno di colori che rientra nella discesa di Capo Berta. Il terzetto dei battistrada parlotta tentando ripetutamente un accordo per dividere i premi ma la cosa si capisce subito che è impossibile. Petit Breton e Gerbi allora fanno il gioco di squadra con scatti alternati ma un Garrigou in formissima annulla sul nascere tutti i tentativi. Agli ottocento metri, fuori dalla vista dei più, Gerbi, ormai sicuro della divisione del premio con il suo coequipier dal quale aveva ricevuto precise garanzie, non trova altra soluzione che cercare il contatto e la rissa con Garrigou che non può far a meno di essere sorpreso da questo atto banditesco. L'ovvio reclamo presentato dal danneggiato trova ascolto presso la giuria ma non può togliere la vittoria a Petit Breton che, per la cronaca, aveva adottato un 44X18.

tratto da:
C'era una volta la Milano-Sanremo, Carlo Delfino, Grafica D.G.S., Varazze, 1999

 

14 aprile 1907 - Milano-Sanremo

Deprecated: Function ereg_replace() is deprecated in /content/corse/edizione.php on line 147 La prima edizione della corsa ciclistica Milano-Sanremo è vinta dal francese Lucien Petit-Breton (all'anagrafe Mazan), recordman dell'ora e vincitore dell'ultima Parigi-Tours, tra i favoriti della vigilia insieme al connazionale Louis Trousselier (vincitore del Tour 1905, terzo all'ultima Parigi-Roubaix) e agli italiani Giovanni Gerbi (detto il "Diavolo Rosso", il corridore italiano più noto del momento) e Giovanni Cuniolo (campione italiano in carica). Al via 33 concorrenti, pioggia e vento fanno slittare la partenza dalle 4.30 alle 5.15 di mattina. Gruppo di testa ridotto a una dozzina di concorrenti già al controllo di Pavia, a Casteggio sono rimasti in otto: oltre ai quattro favoriti, Carlo Galetti, Luigi Ganna, Gustave Garrigou e Clemente Canepari. Nell'attraversamento di Pozzolo Formigaro, Gerbi attacca approfittando del selciato sconnesso, a Novi ha un vantaggio intorno al minuto. Nonostante il nevischio, alle 10.41 il "Diavolo Rosso" passa in testa al Turchino con tre minuti di vantaggio su Ganna, Galetti e Garrigou, mentre Petit-Breton, che ha forato, è a cinque minuti (più attardati Trousselier, vittima di una caduta, e Cuniolo, che in salita proprio non va). Caduto anche Galetti, Gerbi soffre la Colletta e i Piani di Invrea e nei pressi di Savona è raggiunto da Garrigou. Nella discesa del Berta, quando mancano 25 km al traguardo, rientra anche Petit-Breton, compagno di squadra di Gerbi: premio di 300 lire al primo, 150 al secondo, 70 al terzo, il "Diavolo Rosso", certo della sconfitta in volata, si accorda con Petit-Breton per la spartizione a metà del bottino, quindi, a 800 metri dall'arrivo di Viale Cavallotti, afferra per il collo Garrigou, che nonostante le proteste deve accontentarsi del secondo posto (Ganna chiude quarto, Galetti quinto, Cuniolo settimo). Tempo del vincitore: 11h04'15" (288 km alla media di 26,015 km/h). [Delfino-De Marco-Pietrucci 2009]
 

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