Greg Lemond, un grande

Greg Lemond nasce a Lakewood (Stati Uniti) nel 1961. Si appassiona allo sport, ad uno sport non così tanto sviluppato in Usa, il ciclismo. Gli Usa, lo sport del rugby, dell'Nba e del baseball scoprono un talento. Lo mette su una bicicletta Fred Mengoni ed il ragazzo ci sa fare.
La sua perla giovanile fu il titolo mondiale juniores su strada del 1979 vinto a Buenos Aires. Tempo due anni e Greg conosce il passaggio al professionismo. Va alla Renault Gitane con Bernard Hinault, in un periodo in cui il ds Guimard infoltisce il team con giovani interessanti. Lemond, Jules, Fignon prima. Mottet e i fratelli Madiot dopo.. Greg vince subito benché debba fare da scudiero a 'Le Bleirau' che costruisce in quegli anni il suo mondo in giallo.
Nel primo anno da prof Greg vince una tappa del Tour de l'Oise e due frazioni della Coors Classic. Nel 1982 arriva la prima vittoria in Italia alla Tirreno-Adriatico nella tappa di Torre San Pietrangeli. Greg è grande protagonista al mondiale di Goodwood. All'ultimo km allunga e sembra davvero fare il colpo grosso, ma non ha fatto i conti con lo scatto più bello della storia del ciclismo. Saronni lo passa a doppia velocità ed in 300 metri lo stacca. Greg non può far altro che inchinarsi ad un Saronni allora imbattibile.
Nel 1983 Greg dimostra di dar ragione a Mengoni che un giorno profetizzò che Lemond sarebbe stato il primo americano a vincere il Tour. Greg vince il Criterium del Delfinato facendo suo il tappone di Briancon e la crono finale di Pierrelatte. Il suo capolavoro però è il mondiale di Altenrhein. Greg lo corre senza compagni, si inserisce nella fuga decisiva e nel finale va via da solo per evitare beffe e arriva con 1'11'' su Van der Poele e Roche. Nel 1984 punta forte sul Tour, ma non può però fare nulla se non scortare un grandioso Fignon. In maglia iridata resta comunque sempre con i primi e sale sul podio di Parigi dietro a Fignon ed Hinault, perdendo 11'46'' sul compagno francese. A fine stagione Greg, che al mondiale si ritira, decide di lasciare la Renault sentendosi chiuso da Fignon. Passa con Hinault alla Vie Claire. Il tasso lo convince con queste parole: "Vieni con me, nell'85 mi aiuterai a vincere il Tour e nel 1986 ti aiuterò io. Sarai il mio erede". Lemond infatti incentra la stagione sul Tour.
Si prepara nella sua America, corre le classiche senza convinzione ed al Tour c'è. Resta ancora sempre coi migliori e quando Hinault cade e si frattura il naso a S. Etienne Greg, primo inseguitore in classifica, evita di attaccarlo sui Pirenei. Hinault vince il Tour e Greg, che si prende la crono di Lac de Vassiviere è secondo ad 1'42'' con la consapevolezza di essere stato lui il più forte. Nel 1986 la stagione inizia presto per Greg con una vittoria alla Vuelta Valenciana e con la partecipazione al Giro d'Italia. Parte per vincere ma vince solo una tappa a Cosenza. Nell'ultima crono Moser gli soffia il podio. Visentini, Saronni e appunto Moser lo precedono. Ed ora il Tour che lo dovrebbe consacrare con l'aiuto di Hinault. Il francese però non è così convinto infatti si tratterà di una lotta fratricida che spaccherà la squadra in due. I francesi con Hinault, gli altri (tra cui Hampsten) con Lemond. Il francese vince la crono a Strasburgo attacca sui Pirenei e prende la maglia gialla nella tappa di Pau e pare poter ipotecare il sesto Tour. Il francese vuole strafare e nella tappa di Superbagneres prova ad uscire da lontano ma crolla. Lemond capisce che è il suo momento, se ne va con Zimmermann, lo stacca e vince da solo portandosi vicinissimo alla sua prima maglia gialla. Hinault e Lemond litigano in corsa, si insultano. Nella tappa di Serre Chevalier, con arrivo in salita, l'americano attacca con Zimmerman, stacca ancora Hinault e questa volta lo detronizza. Lemond è maglia gialla e Hinault ancora di più inasprisce la situazione.
E' li che la squadra si rompe. Zimmermann è vicino e si rischia di rovinare tutto. Arriva anche il patron della Vie Claire Bernard Tapie ma ormai gente come Hampsten e Ruttiman sta con Lemond, mentre Bernard ed i francesi sono con Hinault. Il giorno dopo c'è la tregua armata. "Domani facciamo fuori lo svizzero e ce la giochiamo nella crono". Pare che Hinault abbia pronunciato queste parole. Il giorno dopo c'è l'Alpe D'Huez. Hinault impone un ritmo vertiginoso sul Galibier e resta con lui solo Lemond. E' il faccia a faccia. Forse li Hinault, che veste la maglia della combinata ma che proprio all'Alpe prederà quella a pois capisce che non c'è nulla da fare. I due arrivano da soli al traguardo e si prendono mano per mano, si abbracciano. Lemond lascia la vittoria parziale ad Tasso. La crono di S. Etienne la vince Hinault (con l'americano che fora due volte) ma il Tour è di Lemond. La scalata al Puy de Dome non cambia le cose e sui Campi Elisi dove Bontempi vince la sua terza tappa dopo Cherbourg e Nevers. Hinault paga 3'10 in maglia a pois. Zimmermann lascia sul campo oltre 10 minuti. Il Mondo è di Lemond che ai mondiali di Colorado Springs si farà guerra con Hinault favorendo Argentin. Nell'inverno verso il 1987 il dramma. Durante una battuta di caccia il suocero lo crede un tacchino e gli spara. Greg rischia di morire dissanguato, si salva per miracolo, ma il piombo rimarrà dentro di lui. Nel 1987 alla Toshiba praticamente non corre.
Nel 1988 la Pdm lo sceglie come erede di Delgado. Fa Giro e Tour solo da spettatore. In molti lo danno per finito. Così come nessuno crede più in lui quando nel 1989 passa nella piccola squadra italobelga Adr Bottecchia. Nullo alle classiche, nullo al Giro ma... nella crono finale detiene il miglior tempo per parecchio e chiude secondo. La corre con una appendice sul manubrio di quelle da triathlon, curiosità già usata da qualcuno. Sarà Greg a portarla all'apice. Il Tour lo vede come outsiders, al massimo potrà puntare a qualche tappa. Lemond invece sembra essere tornato in auge. Nella crono di Rennes torna alla vittoria dopo due anni e veste la maglia gialla. La salva nella prima tappa pirenaica di Cambasque/Cauterets (vince Indurain) mentre a Superbagneres la lascia a Fignon che pare essere l'ormai logico vincitore del Tour. Lemond però è tornato quello del 1986, è tornato ottimo in salita e spettacolare a cronometro tanto che nella cronoscalata di Orcieres Merlette si riprende le insegne del primato. Si capisce che la settimana in giallo non era un fuoco di paglia. Lemond può ancora tentare di vincere il Tour. A Briancon i due arrivano insieme dopo che Fignon ha avuto una battuta a vuoto sull'Izoard mentre all'Alpe d'Huez Fignon lo ridetronizza. Il francese stacca tutti verso Villar de Lans Cote 2000 e sembra aver ormai vinto il suo terzo Tour. Lemond trova insperate alleanze in Rooks, Theunisse e Lejarreta che lo aiutano a limitare il disavanzo. C'è l'ultima cronometro che grazie alla vittoria di Aix Les Bains proprio su Fignon Greg affronterà con 50'' di svantaggio. I km sono 24. Lemond è tranquillo, non ha nulla da perdere ed ha comunque vinto la sua corsa verso la rinascita. Fignon è nervoso, ha un problema al soprasella. Lemond si presenta con una lenticolare dietro ed una ruota normale davanti, col manubrio da triathlon e col casco. Accorgimenti che il francese non ha. Come finisce lo sappiamo tutti. Greg è impressionante batte Fignon (terzo) di 58'' e vince il Tour di 8''. Incredibile!!!
Greg si riprende anche il mondiale a Chambery, quando sornione prima annulla tre attacchi di Fignon e poi allo sprint batte sotto la pioggia Konychev e Kelly. La rinascita è completa. Nel 1990 ricambia squadra passando alla "Z" Sanson. Niente classiche, Giro corso da turista (si becca anche qualche insulto, in molti gli chiedono se è così che si onora la maglia) Lemond nella corsa rosa si vede solo in una lunga fuga con Leali in una tappa di transizione. Il Tour però è un'altra cosa, Lemond c'è ancora. Greg sa di essere il padrone della corsa, sa che Fignon non è quello del 1989, sa che Delgado soffre la crescita di Indurain, sa che Bugno non reggerà tutto il Tour dopo aver dominato il Giro e sa che la fuga bidone del primo giorno a Futuroscope non lo preoccuperà. Nella crono di Epinal perde 2' ma non si preoccupa, nel primo arrivo in salita a S. Gervaise Mont Blanc lascia fare mentre entra in azione verso l'Alpe d'Huez. Resta col gruppo dei miglior, all'ultima curva è in testa ma Gianni Bugno lo fulmina. La maglia gialla resta a Pensec ma nella crono di Villar de Lans passa a Claudio Chiappucci. Lemond capisce che deve agire e nella tappa di S. Etienne promuove una fuga che mette Chiappucci in difficoltà c'è anche Breukink che dunque con la vittoria nella stessa crono. La maglia gialla da oltre 7 minuti di vantaggio si trova ad averne solo 2 e c'è la crono finale. Chiappucci è eroico, sui pirenei attacca invece di difendersi facendo il gioco di Lemond. Nella tappa di Luz Ardiden prima prova l'attacco poi deve soccombere. L'americano resta con Indurain fino ai 500 metri salvo poi staccarsi. La crono finale vede Chiappucci in giallo con soli 5 secondi su Lemond. A Lac De Vassiviere la maglia iridata vola e dopo pochi chilometri ribalta la situazione. La tappa va a Breukink che sale sul podio, Chiappucci prende oltre 3 minuti e Greg Lemond fa tripletta con 2'16'' su Chiappucci e 2'29'' su Breukink. Ai mondiali si fa i dispetti con Gianni Bugno e chiude quarto favorendo Dhaenens. Dal 1991 inizia il declino. Il piombo ancora nel suo corpo lo debilita. Al Giro nulla da segnalare, al Tour veste la maglia gialla, va forte nelle cronometro ma nulla può contro Indurain e Bugno. Gli altri due anni sono insignificanti. Nel 1993, alla Gan, capisce che il suo fisico non regge più gli sforzi e si ritira. Greg Lemond il primo grande americano. 3 Tour, 2 mondiali. Peccato. Se avesse corso il Giro con più voglia avrebbe potuto vincerlo, così come alcune classiche. Ma si sa.. Gli americani sono attratti dal Tour. Greg Lemond; un grande.