Enrico Brusoni: un oro ritrovato

Enrico Brusoni arrivò primo nell'americana su pista, una gara a punti su dieci giri (chiamata anche corsa delle volate), alle Olimpiadi di Parigi del 1900.
Il CONI considera la vittoria di Brusoni nel medagliere olimpico italiano, mentre il CIO non riconosce questa gara come prova ufficiale del programma della II Olimpiade.
In generale le statistiche delle prime Olimpiadi non sono pienamente attendibili, perché non esistono archivi ufficiali dell'epoca, e i dati sono stati ricostruiti molti anni dopo ricercando tra varie fonti. Inoltre, nelle prime edizioni dei Giochi la maggior parte degli atleti partecipava a titolo individuale, fino a che non vennero istituiti i vari comitati olimpici nazionali e di conseguenza le delegazioni olimpiche ufficiali dei rispettivi paesi (il CONI fu fondato nel 1914).
Proprio di recente, lo studioso statunitense Bill Mallon, presidente dell'Associazione internazionale degli storici olimpici, ha cercato di mettere insieme tutti i pezzi del complicatissimo puzzle, entrando nelle pieghe di un programma assurdo, interminabile e quanto mai confuso come quello dei Giochi parigini.
Fissando un criterio univoco per dividere le esibizioni stile baraccone da quelle che potevano avere dignità olimpica, Mallon è arrivato a dare una fisionomia più precisa all'Olimpiade parigina, stabilendo che sono 95 le gare che hanno i requisiti per appartenere alla famiglia a cinque cerchi (contro le 87 ipotizzate fino a poco tempo fa), per un totale quindi di 1222 atleti partecipanti (22 donne), in rappresentanza di 28 nazioni. Con questo nuovo conteggio, gli italiani ufficialmente presenti salirebbero da 11 a 24.
Brusoni che era nato ad Arezzo, ma viveva a Bergamo e all'epoca delle Olimpiadi di Parigi aveva 22 anni; in ogni caso con la sua vittoria non toglie a Gian Giorgio Trissino (Sport equestri - salto in alto) la palma di primo italiano a vincere un oro olimpico, dato che le gare di ciclismo si disputarono tra il 9 e il 16 settembre, mentre Trissino vinse la sua gara il 2 giugno.
Articolo inviato da: Paolo Mannini (Firenze)