Sergio Bianchetto

Nato il 16 febbraio 1939 a Torre di Ponte di Brenta (PD). Velocista pistard. Professionista dal 1965 al 1969. Su strada non ha ottenuto vittorie.
Una pietra miliare del ciclismo italiano su pista ogni tempo. Certo, il meglio lo ha dato fra i dilettanti, stavolta poco importa. Perchè le differenze fra dilettantismo e professionismo sui velodromi, non sono mai state paragonabili alla strada: minime e per quanto riguarda le specialità velocistiche sovente addirittura a vantaggio dei dilettanti. Diciamo che l'era open, prima di sorgere, era nei fatti. Quindi, quando qualcuno sminuisce il ruolo e lo spessore di Sergio Bianchetto, proprio per la molto minor tangibilità fra i professionisti, in termini di valori assoluti e di peso sul movimento ciclistico della pista, commette una enorme inesattezza.
Nato ciclisticamente in quella grande scuola che è stata la "Ciclisti Padovani", Bianchetto ha saputo segnare un'epoca nelle prove veloci della pista, fino a risultare, anche per la grande simpatia del personaggio, un'icona di popolarità. Campione Olimpico per ben 2 volte nel tandem: nel 1960 a Roma, con Beghetto e, nel 1964 a Tokio, con Damiano. In questa specialità è stato pure tricolore nel '58, con Gaiardoni, nel '61 e '62 con Beghetto e nel '63, con Damiano. Sergio era potente, ma, soprattutto, bravissimo tatticamente, non a caso nel tandem era colui che pedalava nella parte anteriore. Come velocista puro, Bianchetto ha ottenuto la Maglia Iridata nel '61 e '62, perdendo la finale del '63 da Sercu e la finale Olimpica del '64 da Pettenella. Fu Tricolore nel '63, sia della velocità che del Km con partenza da fermo, mentre nel 1960, il 5 novembre, al Palasport di Milano stabilì il record mondiale dei 200 metri lanciati, con 11"40. Nelle cinque stagioni da professionista (1965-'69), perdendo una parte di quel guizzo che lo distingueva negli ultimi trenta metri, vide diminuire i suoi successi. Vinse comunque il Titolo nazionale della velocità nel '66, ed ha partecipato ai Mondiali di specialità in 4 edizioni. Fu 4° nella velocità nel 1968. Nel dopo carriera è stato CT dei velocisti e, successivamente, è divenuto un riferimento organizzativo del movimento ciclistico su pista.
Articolo inviato da: Maurizio Ricci (Morris) ()