15 aprile 2013 - Tro-Bro Léon

Appuntamento di assoluto prestigio quello che andrà in scena domenica 14 aprile, in concomitanza con l'Amstel Gold Race: sarà infatti di scena la 30esima edizione del Tro-Bro Léon. Una manifestazione che raggiunge un traguardo importante e riesce a regalare sempre spettacolo grazie ai suoi favolosi sterrati e tratti in pavé che rendono la gara più che mai incerta ed unica. Jean-Paul Mellouët, ideatore ed attuale direttore di corsa, ha spiegato nel 2011 i motivi che lo hanno spinto a disegnare nel 1984 questa corsa, affermando che era stufo di "vedere tutte corse uguali". L'atleta plurivincitore risulta essere Philippe Dalibard con i successi nel 1986, 1988 e 1989, ma Samuel Dumoulin, vincitore nel 2003 e 2004, potrebbe raggiungerlo quest'anno. Nel 2012 il successo andò, tra la sorpresa generale, al canadese Ryan Roth che sarà chiamato a difendere il titolo. Fare un pronostico è praticamente impossibile, per la particolarità del tracciato e perché al via non ci sono i grandissimi del pavé. Dovendo far dei nomi mettiamo sul gradino più alto Francis Mourey, il crossista francese che ha riassaporato il sapore della vittoria su strada al Circuit de la Sarthe. L'incognita potrebbe essere il suo ruolo nella FDJ che ha in Matthieu Ladagnous un altro grande favorito: dopo un grande Fiandre e una Roubaix sfortunata sarà chiamato al riscatto. Altro transalpino che va bene sul pavé è Sébastien Turgot (Europcar), secondo nell'Inferno del Nord 2012: non sembra avere la stessa condizione, ma deve essere sempre tenuto in considerazione. Due outsider per oggi: Diego Rosa (Androni - Venezuela), ex biker, e Andreas Stauff (MTN-Qhubeka) libero da compiti di gregariato. Il percorso, di 203,8 chilometri, si snoda lungo le campagne attorno alla città di Lannilis situata nella parte più a ovest della Bretagna. Sebbene sia un tracciato ondulato e con numerosi strappetti, i chilometri peseranno sulle gambe dei corridori soprattutto per la presenza di ben 33,4 chilometri di "ribinou", ovvero le stradine locali non asfaltate e in sterrato, usate dai contadini locali per spostarsi tra i campi. Diversamente dai tratti in pavè della Roubaix, in caso di tempo piovoso il terreno non sarà così pericoloso come quello dell'Inferno del Nord, essendo molto più compatto. Saranno ben 25 i settori in sterrato che inizieranno già nel tratto di trasferimento con l'ultimo a 2,8 chilometri dal traguardo.
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