Coppa Fiera di Mercatale

La Coppa Fiera è una delle corse dilettantistiche più famose d'Italia. La "Classica di Primavera", così è conosciuta la corsa a livello internazionale, è nata come espressione della comunità di Mercatale che già prima della Seconda Guerra Mondiale organizzava una gara ciclistica in occasione della festa paesana. Erano i tempi in cui Bartali, Valetti e Coppi si contendevano il podio del Giro d'Italia. A quei tempi il popolo di Mercatale organizzava la sua corsa ciclistica per dilettanti alla quale partecipavano ciclisti saliti poi alla ribalta delle cronache professionistiche. Poi la guerra con lutti e devastazioni, ma a Mercatale la passione per il ciclismo rimase intatta e dopo il conflitto gli abitanti del piccolo borgo tornarono con rinnovato entusiasmo ad organizzare la corsa annuale che prese il nome di Coppa Fiera di Mercatale. Da allora, correva il 1947, non è passata edizione senza che la corsa abbia raccolto sempre un crescente successo tra il pubblico e tra gli addetti ai lavori. Un successo clamoroso tanto è vero che negli anni '90 ai nastri di partenza si presenteranno oltre 400 corridori. Troppi per le strade valdarnesi e così il comitato organizzatore, che nel frattempo aveva fondato la Polisportiva Mercatale, proprio per gestire gli aspetti organizzativi della corsa, mise un tetto massimo di sei atleti per squadra. Ma la "Classica di Primavera" è una corsa conosciuta ed apprezzata e la normativa mondiale, che prevede al massimo 200 atleti per gara, per questa gara, come per poche altre, ha concesso una deroga al limite massimo di iscritti in considerazione della particolare importanza a livello sportivo nazionale.
Non mancano gli aneddoti legati a questa corsa. I vecchi del paese raccontano che nell'immediato dopoguerra, quando il ciclismo dilettantistico era veramente fatto da persone che lavoravano e praticavano sport nei ritagli di tempo, ad una edizione della Coppa Fiera un concorrente a causa del ritardo del treno arrivò quando la gara era già partita. Si cambiò e partì ugualmente recuperando il terreno perduto e vincendo la gara. Sempre a quel periodo risale un'altra storia: due fratelli, entrambi velocisti, si presentarono a Mercatale per prendere parte alla corsa, ma una volta viste le condizioni delle strade, ancora tutte sterrate, e le altimetrie da affrontare abbandonarono l'impresa senza neanche presentarsi alla partenza.
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