Storia di Guido Messina

A soli 17 anni, quindi in anticipo sull'età minima per essere ammesso tra i dilettanti, venne portato dal C.T. Proietti al campionato mondiale dell'inseguimento di Amsterdam dove, fra la sorpresa dei tecnici, conquistò la maglia iridata davanti ai francesi Dupont e Coste. Confermò quel trionfo cinque anni più tardi a Zurigo (dopo essere stato 3° nel '50 e '51) battendo in finale l'altro azzurro Campana. Nel frattempo aveva fatto parte del quartetto che nel '52 alle Olimpiadi di Helsinki s'aggiudicò l'inseguimento a squadre; e indossato la maglia tricolore nel '54, '55 e '56. Con un così significativo bagaglio alle spalle il fenomenale passista siciliano passò tra i professionisti, dove consolidò la propria fama sconfiggendo in finale avversari del rango di Koblet (in un palpitante scontro sulla pista di Colonia nel '54), di Strehler ('55) e di Anquetil ('56), totalizzando cinque titoli mondiali e uno olimpico: una posizione di autentico rilievo nella storia del ciclismo. Eccezionale il suo palmares di inseguitore completato da tre maglie tricolori e dal terzo posto nel mondiale '57. Per acquisire doti di fondo ha pure svolto una limitata attività anche come stradista riuscendo a vincere il Trofeo Banfi a Torino nel '54, la prima tappa (a Torino) del Giro d'Italia '55 (che gli consentì di indossare per un giorno la maglia rosa), una tappa all'Aquila nel '56 e una a Nocera nel '57 nella Roma-Napoli-Roma, oltre a quattro circuiti. Buon preparatore di giovani ha svolto anche, con soddisfacenti risultati, la mansione di selezionatore degli inseguitori azzurri.
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