Davide Boifava, cacciatore di talenti

Rivista Tuttobici Numero: 8 Anno: 2005

Davide Boifava, cacciatore di talenti

di Gino Sala

Ecco a voi il signor Davide Boifava. Signore nel vero senso della parola. Persona educatissima, disponibile e affabile già quando era nei panni del corridore, un bel passista che nell'arco di dieci stagioni professionistiche e più precisamente dal 1969 al 1978 ha raccolto una quindicina di successi e numerosi piazzamenti. Vederlo in sella era un piacere. Accarezzava l'asfalto con eleganza, è stato campione italiano nella specialità dell'inseguimento, brillava nelle prove a cronometro, faceva valere il suo metro e ottantatré centimetri di altezza e il suo peso di settanta chilogrammi con uno stile perfetto.

Poi è diventato un istruttore, un maestro di ciclismo. Con lui Giovanni Battaglin ha vinto un Giro d'Italia e una Vuelta, Roberto Visentini un Giro, l'irlandese Roche un Giro, un Tour e un Mondiale nello stesso anno (1987). Istruttore anche di Bontempi, Leali, Ghirotto, Maechler, Chiappucci e Pantani, come a dire che gli insegnamenti di Davide hanno prodotto fior di risultati. E qui apro una parentesi per constatare che il ciclismo di oggi avrebbe bisogno di tanti Boifava. Nessuno s'offenda se vedo insufficiente alla bisogna la maggioranza dei direttori sportivi in circolazione, se molti, troppi di loro appartengono alla categoria degli affaristi e basta perché non sanno comunicare coi loro tesserati.

È un tasto già toccato altre volte e rimango del parere che tanti ragazzi deludono perché malamente guidati. Non basta parlare con loro per telefono. È necessario, indispensabile seguirli da vicino, convocarli per gli allenamenti collegiali, conoscere difetti e problemi di Tizio, Caio e Sempronio, correggere con pazienza e perseveranza.
Non per niente Boifava ha ricavato grosse soddisfazioni dal suo lavoro.

Ed è bello vederlo ripartire da zero, vederlo impegnato in un'opera che lui definisce "progetto giovani" specificando che è facile vincere avendo a disposizione i miliardi per costruire una grande squadra, meno facile, problematico dedicarsi alla crescita di un vivaio composto da promesse per il domani. Giovani a cui viene offerta l'opportunità di mostrare le loro doti indossando la maglia della Androni 3C, di una piccola compagine che al momento deve accontentarsi di militare nella terza divisione del professionismo (Continental Tour). Una formazione composta da dieci elementi di cui nove debuttanti a fianco del già esperto Raffaele Ferrara. I debuttanti sono il polacco Janiaczyk, il russo Kliuev, il messicano Magallanes e i nostri Bailetti, Marcato (che ha regalato al team la prima vittoria, ottenuta in una tappa del Giro di Slovenia), Mazzanti, Osella, Scattolin e Viganò.

Nessuno di questi ragazzi ha dominato tra i dilettanti e può essere un bene se pensiamo a quelli che avendo speso molto giungono nel gruppo dei marpioni con scarse energie a disposizione.
Boifava mi ricorda Cyrille Guimard, colui che ha guidato Bernard Hinault e Laurent Fignon e che scopriva i suoi talenti nelle file dei giovani tranquilli e non consumati da un'attività eccessiva. Caro Davide, i miei complimenti e i miei auguri per il tuo lavoro e a risentirci con qualche interessante novità.
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