Davide Cassani e i segreti del ciclismo

Rivista Tuttobici Numero: 9 Anno: 2006

Davide Cassani e i segreti del ciclismo

di Gino Sala

Non sono pochi i corridori che a conclusione della carriera vengono chiamati al ruolo di opinionisti e tra questi c'è un italiano che da anni si fa sentire e apprezzare al microfono della tv. Si tratta di Davide Cassani, un romagnolo di Faenza nato nel primo giorno del gennaio 1961, professionista dal 1982 al 1996 con una pagella dove spiccano ventisette successi e fior di piazzamenti, per l'esattezza nove secondi posti e venti terzi. Tre volte Davide si è imposto nel Giro dell'Emilia e tra le sue conquiste figurano anche la Coppa Bernocchi, la Milano-Torino, il Giro di Campania, la Coppa Agostoni e il Giro del Mediterraneo, dieci volte ha indossato la maglia azzurra a compenso di un ruolo importante, quello del direttore sportivo in bicicletta, di un elemento pieno di intuiti e di preziosi consigli.

Per capire com'era andata esattamente una gara, i suoi risvolti, i suoi momenti più delicati, i perché e i percome di un risultato, era sufficiente sentire Davide per essere illuminati su tutto.
A ben vedere Cassani è stato un maestro e ancora oggi lo è, visti i suoi impegni di oggi, la sua scuola e i suoi indirizzi. Se poi vogliamo trovare in lui un difetto, devo rimproverarlo per l'eccessiva bontà, per la mancanza di cattiveria nell'affrontare i problemi del momento. In questo senso Davide potrebbe alzare la voce per richiamare all'ordine chi sgarra, per suggerire i provvedimenti necessari e se non lo fa ciò è probabilmente dovuto al carattere di un uomo che non vuole salire in cattedra, che teme di danneggiare una disciplina a mio parere bisognosa di profonde correzioni.

Ecco, tutto sommato direi che Cassani è un poeta del ciclismo, un eccellente suggeritore. Vedere per credere quando affronta i percorsi del Giro, quando monta in bici per illustrare i vari tracciati della competizione per la maglia rosa. Non essendo più un ragazzino, la fatica è tanta, ma l'impegno rispetta il dovere.

Qui giunto vorrei che Cassani ed altri atleti di un passato non lontano facessero quadrato per uscire dal buio del presente. C'è bisogno di tante voci e di tante esperienze per ridare credibilità ad un ciclismo pieno di mali. Vorrei che gli "ex" si unissero in un fronte per indicare ai giovani come si deve procedere. Anche chi ha sbagliato può essere un buon insegnante. Mi rendo conto che sto chiedendo molto, forse troppo, ma se qualcosa non si muove, se non verrà portato ordine nel disordine, non usciremo mai dal pantano. Dunque, avanti con ogni mezzo per ripulire l'ambiente, nessun timore per eventuali (e probabili) scontri con i lestofanti in circolazione, massimo rispetto per un pubblico ancora numeroso e meritevole di attenzione.
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