Storia di Antonio Davitto

Una parabola interrotta troppo presto e con una fine amara quella di Antonio Davitto. Nato a Caselle l'8 marzo 1931, ha trascorso tutta la sua vita a Vauda di Rocca. Ha dato i primi colpi di pedale nel '49, come allievo Uisp, per la Martinetto di Ciriè. La prima vittoria da dilettante, tre anni dopo, con la maglia del Gruppo Sportivo Actis di Ponte Masino, cui Davitto resterà fedele per tutta la sua carriera dilettantistica, anche per ragioni di famiglia, dal momento che il titolare della squadra diventerà poi suo suocero. Nel '51 Antonio vince a Vercelli e a Venaria, davanti a Giacomo Picca Garin, che sarebbe diventato l'indimenticabile direttore sportivo della Brunero Boeris fino agli Anni '80, prima dell'esplosione della società di Ciriè grazie all'arrivo da Cuneo di Beppe Damilano, che l'avrebbe trasformata in una delle più note sovietà ciclistiche a livello nazionale. Nel '52 Davitto si afferma nella classica Torino - Valtournanche, la più vecchia corsa del calendario piemontese. Nel '54 vince il Trofeo RCM - Vanchiglietta e si impone a San Maurizio nella Coppa Pozzi; nel '55 fa suo il titolo piemontese dell'inseguimento dilettanti, ma per la sua definitiva esplosione dobbiamo attendere il '56. Quell'anno incamera il Trofeo Galli a Torino, la Coppa Arduino Casale a Lessolo e il Piccolo Giro del Piemonte, 200 chilometri che comprendono la salita dei Vietti e il Col del Lys, conquistato allo sprint davanti a Bruno Milesi, padre del compianto Arturo, Fanti, Belli e Fracchia. Dopo questa affermazione Fausto Coppi lo chiama al suo fianco nella Carpano. Ma la sfortuna è in agguato. Un banale incidente in moto nell'inverno del '57 lo costringe a chiudere prematuramente la carriera agonistica a soli 26 anni. Anche in seguito la vita gli presenta un conto amaro, con problemi di famiglia e di salute, fino alla scomparsa, il 24 luglio del '99, a 68 anni.
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