Storia di Gentullio Campagnolo

Gentullio "Tullio" Campagnolo, nato a Vicenza nel 1901, è stato un corridore di mediocre livello, attivo fra il 1922 e il 1930, di cui non si ricordano le imprese sportive, anche se è rimasta celebre una gara che non l'ha visto vincitore ma che comunque ha segnato la storia del ciclismo. Il 4 novembre 1924 Campagnolo correva il Gran Premio della Vittoria, che celebrava il sesto anniversario della vittoria dell'Italia nella Prima Guerra Mondiale. Durante la scalata del Passo Croce d'Aune, in provincia di Belluno, Campagnolo si vide in grande difficoltà nel tentativo di rimuovere la ruota posteriore per cambiare il rapporto. Leggenda vuole che abbia detto, fra le imprecazioni, una celebre frase in dialetto vicentino: "Bisogna cambiar qualcossa de drio" (Bisogna cambiare qualcosa dietro).
Terminata la carriera ciclistica, Campagnolo brevettò l'8 febbraio 1930 la prima delle sue invenzioni legate al mondo della bicicletta: il mozzo a sgancio rapido. Con un semplice sistema costituito da un eccentrico e da una leva era possibile montare e smontare una ruota in un solo gesto, contro i problemi dati dai vecchi fissaggi a dadi.
Nel 1933 nacque la fabbrica Campagnolo e Tullio si dedicò in particolare alla produzione di cambi brevettando il celebre "cambio a bacchetta", legato alla sua prima invenzione dello sgancio rapido. Il cambio era così denominato perchè utilizzava due aste rigide, l'una controllava lo sganciamento della ruota, l'altro il deragliatore per il posizionamento della catena sul giusto pignone.
Dopo la Seconda Guerra Mondiale Campagnolo brevettò il primo deragliatore posteriore a parallelogramma, il primo cambio di tipo moderno: fu presentato nel 1949 all'esposizione di Parigi il Gran Sport a doppio cavo.
Nel 1951 introdusse il cambio Gran Sport a singolo cavo, il cui funzionamento è oggi ricalcato in tutti i cambi per biciclette.
L'azienda si espanse sempre più fino a diventare leader mondiale, passando da un laboratorio di carattere artigianale a un gruppo dotato di vari stabilimenti caratterizzati dall'uso delle tecnologie più moderne.
Tullio Campagnolo ricevette nel 1979 dal presidente della Repubblica Italiana Sandro Pertini il riconoscimento di Cavaliere del lavoro.
Morì nel 1983 dopo la presentazione del Gruppo del Cinquatenario, in celebrazione del 50° anniversario della fondazione della Campagnolo.
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