1 giugno 1948 - Giro d'Italia

Prologo dolomitico prima della nuova giornata di riposo, in una frazione breve (solo 125 chilometri) ma nervosa e decisamente combattuta. Tutto inizia a mezzogiorno in punto; ci prova Pasquini, con Martini al mozzo, a ravvivare l'andatura, quindi è la volta di Bertocchi; il romano di Ferrara è agguantato da Rossello, Martini e Cottur. Anche De Santi, poco oltre, è coi quattro, ma ordini di scuderia (è infatti compagno di colori della maglia rosa) gl'impongono di restare al fianco del capitano, in avanscoperta c'è già Martini, così il triestino desiste. A Venzone, chilometro trentaquattro, i quattro contano 1' e 20" di vantaggio sul grosso. Tolmezzo, chilometro 51, lo scarto è lievitato a 2'20"; il plotone pare non volersi scuotere. Si lascia poi la statale per una ripida stradina sterrata, Ronconi stacca il gruppo e rosicchia 45" ai fuggitivi. Bertocchi, ad Ovaro, segna il passo; i tre residui al comando proseguono la loro azione, dividendosi equamente il peso della fuga. Conegliano, saliscendi continui, traguardo volante vinto da Rossello. Mancano 52 chilometri ad Auronzo e la battaglia è ancora incerta. La maglia rosa è in difficoltà e perde contatto dal gruppo dei migliori, con Magni anche Brignole, altra rivelazione di questo Giro, appare in debito d'energie. Cecchi e Menon insistono nel forcing attuato già da qualche chilometro, ed agguantano Ronconi. Nei pressi di Rigolato i due terzetti si fondono, mentre Cecchi prosegue il suo tambureggiante lavoro ai fianchi. Al momento la situazione vede i sei al comando (Ronconi, Cecchi, Menon, Rossello, Martini e Cottur, è bene ricordarli) con 1' e 30" di vantaggio su Coppi, Bartali, Biagioni, Volpi, Bresci, Ortelli, Bof e Pasquini. A 2' e 30" la maglia rosa in compagnia di Castellucci, Maricanola e Peverelli. Intanto Vincenzo Rossello gioca la matta e parte in contropiede, gli ex compagni d'avventura lasciano fare; Coppi e Bartali scremano il plotoncino inseguitore.Il solo Cottur tenta, invano, di riprendere Rossello. Martini, poi, stanchissimo cede, la situazione diventa difficile da decifrare. Il ligure insiste, Cottur non s'avvicina, Ronconi e Cecchi pare siano in possesso di discreta birra. Al Gran Premio della Montagna della Carnia il fuggitivo ha 29" di vantaggio sul primo inseguitore, seguono a 54" Ronconi, a 56" Cecchi, Menon a 1' e 26", a 1'40" Martini, Coppi e Bartali a 2'08"; Magni invece accusa 5'! Avvicinando Santo Stefano di Cadore, tra Coppi e Bartali ed il gruppetto della maglia rosa, troviamo un drappello di atleti comprendente anche Ortelli ed il piccolo Bof. Fora Cottur, il quale viene raggiunto da Cecchi e Ronconi. Ormai il savonese Rossello s'approssima alla meta, il suo vantaggio cresce progressivamente, malgrado l'azione duri da un centinaio di chilometri, prima con il già citato gruppetto, quindi in solitudine. Ancora sfortuna per Cottur, una nuova foratura lo riattarda. A cinque chilometri da Auronzo Cecchi e Ronconi sono a due minuti da Rossello, quindi a trecento metri dalla coppia inseguitrice Coppi, Bartali, Bof, Menon, Martini, Ortelli e Volpi; la maglia rosa è staccata di 5' e 30". Ormai la situazione è fotografata, l'ottimo Rossello vince alla grande, Cecchi indossa la maglia rosa, Magni perde il round, ma il match è ancora tutto da giocare.
Articolo inviato da: Giovanni Tarello (Borgo D'Ale (VC))