Eddy Merckx: E' stato il ciclista migliore di tutti i tempi?

Eddy Merckx è il ciclista con il palmares più ricco e vario di tutti i tempi, avendo trionfato in tutte le competizioni su strada. Grande talento della scuola belga, con la sua classe e mentalità Merckx ha dominato dieci anni di ciclismo. Il giovane Eddy Merckx ha una spiccata predisposizione per lo sport, lo dimostra il fatto che fin da ragazzo pratica con discreto successo molte discipline, tra cui ping-pong, calcio e persino pugilato. Quando però capisce che il suo sport ideale è il ciclismo, impiega poco tempo per mostrare tutte le sue potenzialità. A soli diciannove anni - corre l'anno 1964 - è già campione mondiale della categoria dei dilettanti.
L'anno seguente passa al ciclismo professionistico, esordendo nella Freccia-Vallone. Il primo successo importante lo ottiene alla Milano-Sanremo del 1966, la prima delle sette che vincerà in carriera. Nel 1967 partecipa al suo primo Giro d'Italia , quello in cui vince Gimondi, dove arriva soltanto nono vincendo una tappa. Nello stesso anno vince il primo campionato del mondo della sua carriera, dopodiché viene ingaggiato da una squadra italiana, la Faema, con la quale inizia una lunga stagione di successi. In capo a due anni diventa il signore assoluto del ciclismo, supremazia che riesce a mantenere per circa un decennio, durante il quale vince praticamente tutto quanto di importante la disciplina mette in palio. Da qui il soprannome: "Il Cannibale". Nel 1968 Merckx vince la Parigi-Roubaix e il suo primo Giro d'Italia. L'anno successivo vince per la terza volta la Milano-Sanremo, la Liegi-Bastogne-Liegi , il Giro delle Fiandre e viene squalificato per doping da un Giro d'Italia che lo vedeva grande favorito. Smanioso di riscatto Merckx domina il Tour de France alla sua prima partecipazione, staccando il secondo arrivato, il francese Pingeon, di quasi diciotto minuti. Il dominio di Merckx è assoluto e la sua sete di vittoria è insaziabile, rivelandosi spietato anche nelle corse meno importanti. Se si eccettuano le prestazioni estemporanee di ciclisti come Janssen, Ocana e pochi altri, Felice Gimondi è l'unico ciclista a sapersi ritagliare un certo spazio dietro al campione belga. Vince entrambe le principali corse a tappe, Giro e Tour, nel 1970, nel 1972 e nel 1974, battendo in questo anche Fausto Coppi, che di doppiette ne aveva totalizzate due. Nel 1972 migliora il record dell'ora percorrendo la distanza di 49 chilometri e 432 metri.
I primi segni di cedimento fisico Merckx li avverte al Tour de France del 1975, quando, trentenne, anziché privilegiare la tattica, imposta come sempre la gara all'insegna della forza e dell'irruenza ma, alla fine, a vincere il Tour è il francese Thevenet. Quindi cambia squadra, poi finisce a correre in Francia riuscendo a vincere ancora alcune gare importanti (l'ultima è la Milano-Sanremo del 1976), ma il suo lungo regno è ormai terminato. Sulle spalle e sulle gambe del campione cominciano a pesare i troppi chilometri percorsi, gli anni passati a vincere sulle strade di tutta Europa e il suo fisico già abbastanza logorato, non lo supporta più come prima. Si ritira dall'attività agonistica nel 1977. In totale in carriera ha vinto 525 corse su 1800 cui ha partecipato.
Chi è stato il ciclista migliore di tutti i tempi? Gli esperti sono soliti ridurre la questione a due soli ciclisti: Coppi e Merckx. Merckx è stato un corridore completo, ha vinto con carattere ogni genere di corsa: di giornata, a tappe, a cronometro, in salita, in discesa, in volata, per distacco. Coppi invece, che dominava anche le piste, è stato l'uomo della provvidenza, l'uomo solo al comando, il corridore capace di andare in fuga in salita, di infliggere distacchi abissali e di far sognare la gente. Al riguardo la stessa critica sportiva si divide in due: chi considera il belga il più forte perché ha vinto di più, chi invece individua in Coppi il corridore più grande perché dotato di maggior classe pura. Essendo improponibile ogni tipo di confronto tra campioni di epoche così lontane tra loro, sono da ritenersi sostanzialmente giuste entrambe queste scuole di pensiero.
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