Storia di Francesco Camusso

Francesco, detto "Cichìn, il camoscio di Cumiana", è stato uno dei più forti corridori italiani degli anni '30. Fa il suo esordio in campo agonistico nel 1926 non facendo registrare inizialmente risultati di grande rilievo. Nel 1929 si classifica secondo nella Coppa Val Maira, nel 1930 diciannovesimo nella Milano-Sanremo e disputa un buon Giro d'Italia, ritirandosi dopo due secondi posti. Vince la Coppa Martini e Rossi e la Milano-Savona. Scalatore poderoso era ormai temuto anche dai campioni celebrati, i quali ben presto dovettero fare i conti con lui. Nel 1931 vince il Giro d'Italia, sfruttando al meglio le difficoltà dei grandi favoriti e conquista la maglia rosa, appena istituita, sulle sue strade, nella Cuneo-Torino, staccando tutti sul Sestriere. L'anno successivo arriva secondo dietro Guerra a meno di un minuto. Sempre nel 1932 la sua grande impresa in Francia dove si classifica terzo dopo il francese Leducq e il tedesco Stoepel al Tour, risultando sempre tra i più forti in salita. Al Tour del 1935 giunge 4° e vince la Aix-les-Bains-Grenoble.
Lanciato al successo dal celebre Focesi, direttore sportivo della Gloria, i cui corridori venivano soprannominati "garibaldini" per la loro continua voglia di attaccare, non era tra i più veloci allo sprint e ciò gli precluse la possibilità di ottenere ancora altri importanti successi, soprattutto nelle corse in linea, ma comunque la sua carriera risulta indubbiamente apprezzabile e molto significativa. Tra l'altro detiene un record non indifferente: è l'unico corridore italiano ad aver vinto, prima della Seconda Guerra Mondiale, almeno una frazione nelle tre grandi corse a tappe del periodo: Giro, Tour e Giro di Svizzera. All'età di trent'anni, dopo nove di professionismo, si ritirò dalle competizioni. Personaggio riservato e modesto, scelse di rimanere ai margini dell'ambiente ciclistico dedicandosi ad una lunga attività commerciale nel suo negozio di abbigliamento sportivo a Torino. Uomo di grande generosità, umanità e spirito sportivo, i cumianesi lo ricordano con affetto e riconoscenza infatti il centro sportivo comunale è stato intitolato alla sua memoria.
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