Bordin Lauro da Crespino sul Po

Bordin Lauro winner Giro Lombardia, Milano-Torino + 3 tappe Giro d'Italia. E con Mike a Lascia o Raddoppia...

21/05/2010
C'è il Giro, c'è il Giro... "In un meriggio dell'estate 1913, alle porte di Rovigo, sulla strada che conduce a Ferrara, un giovinetto, in carrozza, incrociava un ciclista curvo sul manubrio, al cui passaggio la gente si gettava di rimbalzo un grido:" E' Bordin, è Bordin>>. Il cocchiere, stupito e premuroso, subito informò:" E' il nostro campione, signorino. Pensi che in pochi mesi ha vinto la Milano - Torino, la tappa del Giro d'Italia qui a Rovigo, il Giro del Polesine, e per un pelo non ce l'ha fatta nel campionato italiano; soltanto quel diavolo di Girardengo è riuscito a prenderlo".
Ecco, oggi il Giro d'Italia passa da Rovigo con tutto la sua 'carovana moderna, ma quella vittoria del polesano Lauro Bordin nella tappa Ascoli - Rovigo è rimasta nella storia del ciclismo epico. Pensate quella tappa era lunga ben 419 chilometri. Massacrante! E pensare che Bordin nel corso della Napoli - Bari si era preso una insolazione e, a causa di una forte emorragia, i medici avevano consigliato a Lauro Bordin (nato a Selva di Crespino il 7 luglio 1890) addirittura il ritiro.

Ma come poteva scontentare i tanti amici polesani? E allora Lauro farà quello che poi farà durante la sua lunga vita da ' Corridore artista'. Cioè correre , sia sulle strade del ciclismo internazionale che sulle strade dell'amato Polesine, dove ritornerà spesso a 'correre' per gli amici e , da anziano, nelle sere d'estate.
Ecco , oggi, passa il Giro, ma per noi polesani non passerà mai la storia di Lauro Bordin. Certo, spesse volte il Giro è come la vita: passa, ti fa festa , ti fa gioire , ma poi ...non ti guarda più quando non sei più sul palcoscenico.
Ecco, oggi passa il Giro, e allora noi onoriamo Lauro Bordin, anzi dedichiamo la tappa di Rovigo a Lauro Bordin raccontandone la storia, perché troppo spesso anche i Grandi Campioni hanno bisogno di non sentirsi soli.
Come purtroppo è successo a Lauro Bordin, che è stato un Grande e che la morte ha colto , una mattina del maggio 1963 nella Grande (e a volte vuota) Milano, in una stanza dell'ospizio dov'era ricoverato da qualche tempo. Aveva in mano una radiolina: voleva sentire la cronaca della partenza del suo  Giro d'Italia.

Lui Bordin, che era stato un asso del ciclismo eroico dei tempi di Ganna, Galetti, Girardengo, Bottecchia, Pavesi. Lui che era nato a Selva di Crespino nel 1890 frequentò le Scuole tecniche a Rovigo ( poi Di Rorai) andandoci in bicicletta
La storia racconta che poi Lauro Bordin partecipò nel 1907 alla Milano - Desio e ritorno, dove arrivò terzo solo perché erroneamente allungò il percorso di ben 10 km. Lauro fu presto un nome del ciclismo italiano. Infatti nel 1911 partecipò a Giro d'Italia e vinse la tappa Bologna - Ancona battendo in volata il leggendario Pètit Brèton. L'anno dopo vinse la tappa a Genova e nel 1913, sempre al Giro d'Italia, vinse appunto la massacrante tappa Ascoli - Rovigo ( di ben 419 km), un trionfo in Polesine.

Nel campionato italiano arrivò secondo alle spalle del grande Girardengo sempre tricolore dal 1913 al 1925. Nel 1914 , dopo essere passato alla storia per una fuga solitaria lunghissima al Giro d'Italia (ben 350 km e fu raggiunto a 30 dall'arrivo), Lauro si aggiudicò il Giro di Lombardia alla media record di 32,900 km ora , sulle 'strade di allora'. Arrivò terzo nella Milano - Torino del 1915, lo stesso anno in cui vinse la Milano - Brinzo - Milano e il Gran Premio d'Autunno. Poi tutto si fermò per la Grande Guerra Mondiale, ma lui Bordin ha ripreso a correre fino al 1924, facendo registrare nel 1922 un'altra partecipazione al Tour de France (la prima nel 1910, abbandonando in entrambe). E soprattutto tornando a vincere come nel Gran Premio di Roma (1918), la Milano Varese (1918), la Torino - Arquata a cronometro e la Monza - Erba - Montevecchia sempre nello stesso anno.
Avendo respirato aria d'artista dallo zio materno Stefano Gobatti (grande compositore polesano sui palcoscenici storici, dal Regio di Parma alla Scala di Milano, dal Regio di Torino al Carlo Felice di Genova), il ciclista Lauro Bordin si trasformò a Milano in fotografo tra grandi personaggi (Amedeo Nazzari, Orson Welles, Maurice Chevalier) e grandi palcoscenici, tant'é che con la sua 'zazzera bianca' era inconfondibile tra i fotoreporter della popolare trasmissione televisiva 'Lascia o Raddoppia' (fine anni '50), tra Mike Buongiorno presentatore e la valletta Edy Campagnoli.
Una vita che Bordin aveva raccontato in un libretto dal titolo "Carriera di un corridore-artista; 50 anni di vita ciclistica - da pittore a corridore - da fotoreporter a ...Lascia o Raddoppia?".

Da fotografo al seguito del giro - racconta La Repubblica - chiedeva spesso 'passaggio' alle macchine al seguito.
Purtroppo, nell'eclissi della vita, per Lauro Bordin da Selva di Crespino, corridore professionista con le case ciclistiche Legnano, Stucchi, Maino, Bianchi, ci fu anche la cecità e la povertà, finché, come abbiamo detto, la morte lo colse in quell'ospizio di Milano,  quella mattina di maggio con la radiolina in mano, mentre il Giro d'Italia partiva senza aspettarlo.
Ma oggi il Giro, partendo da Ferrara, passa per Rovigo, proprio dove vinse Bordin, alla maniera che lui da 'maturo' ha raccontato più volte d'estate, quando di divertiva ad  arrivare in bicicletta da Selva in Piazza Fetonte, a Crespino, .
E di quella tappa ha raccontato e scritto che ...
Da Ascoli il via avvenne all'una dopo mezzanotte. Che vento e grandine 'investirono' i corridori verso Ancona, poi ...sole e polvere a rendere asfissiante la traversata della Romagna.
Che Oriani, il suo capitano e primo in classifica davanti a Pavesi, cadde e ...addio Giro d'Italia, pensava Bordin.
Ma Oriani poi si riprese e 'la sua squadra' dopo essere rientrata sui primi a Bologna, a 15 km dall'arrivo prese la testa e ...non la mollò più.
Ha raccontato così lauro Bordin in un suo libro quel finale:<< Malgrado l'emorragia al naso, quando imboccammo l'anello dell'Ippodromo (ndr, lo stadio di Via Tre Martiri ora dedicato a Gabrielli) .. le forze si moltiplicarono alle grida dei 30.000 spettatori che in coro mi incitavano a vincere...>>
A 400 metri dall'arrivo un urlo solo:<< Forza Lauro>> . E Lauro raccontò poi che ...gli parse di aver volato sin sul traguardo. Aveva vinto lui. Fu portato in trionfo , vittorioso tra i suoi polesani. E la soprano Gargiulo gli offrì la palma della vittoria.
Questa è la musica che 'suona e canta' tutt'ora il Giro che sarà sempre di Lauro Bordin, cui 'titoliamo' questa nostra 'tappa a Rovigo'.

link:
http://www.polesinesport.it/calcio/bordin-lauro-winner-giro-lombardia-milano-torino-3-tappe-giro-d-italia-e-con-mike-a-lascia-o-raddoppia/
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